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Lo dice il Consiglio universitario nazionale

Università: 50mila immatricolati in meno


Università: 50mila immatricolati in meno
31/01/2013, 16:35

ROMA - Di certo non sono confortanti i dati forniti dal Consiglio universitario nazionale, secondo il quale è diminuito vertiginosamente il numero degli scritti agli atenei.
Il documento, per la precisione, va ad analizzare gli ultimi dieci anni.
Da tali informazioni si evince che gli immatricolati sono scesi da 338.482 (anno accademico 2003/2004) a 280.144 (anno 2011/2012), con un calo di 58.000 studenti, pari al 17% in meno.
Per semplificare la cosa e rendersi conto della portata della questione è come se un ateneo di una grande città fosse scomparso.
E’ evidente che il problema non va ad intaccare un’università in particolare, ma tutte le strutture sparse per il nostro paese.
Dal documento fornito dal Cun, si può leggere che: “L'Europa, si allontana anche nel numero dei laureati, largamente al di sotto della media Ocse: siamo al 34esimo posto su 36 Paesi (anno 2012). Solo il 19% dei 30-34enni possiede una laurea, contro una media europea del 30% (rilevazione al 2009).  Il 33,6 % degli iscritti ai corsi di laurea, inoltre, e' fuori corso mentre il 17,3% non fa esami”.
Non sono confortanti neanche le previsioni future secondo le quali, stando ai dati forniti dal documento: “Il numero dei laureati e' destinato a calare ancora anche perché, negli ultimi 3 anni, il fondo nazionale per finanziare le borse di studio e' stato ridotto”.
Si può leggere dal dossier che: “La spesa per il diritto allo studio ha subito un andamento contrario a ogni dichiarazione di principio. E' poi diminuita drasticamente l'offerta formativa: in sei anni sono stati eliminati 1.195 corsi di laurea. Quest'anno (2012/2013) sono scomparsi 84 corsi di laurea triennali e 28 corsi specialistici/magistrali (biennali)”.
In merito a ciò Andrea Lenzi, presidente Cun, ha dichiarato: “Il Cun lancia un allarme a fronte della costante, progressiva e irrazionale riduzione delle risorse finanziarie ed umane destinate al sistema universitario che ne ledono irrimediabilmente la capacità di svolgere le sue funzioni di base di formazione e ricerca. Il documento e' rivolto all'attuale Governo e Parlamento e alle forze politiche impegnate nella competizione elettorale e ai loro leader, ma soprattutto a tutto il Paese”.

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di Titti Alvino
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