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Iscritto al gruppo facebook:"Partito Nazional Fascista"

Uno dei morti di Kabul membro di un gruppo fascista su fb


Uno dei morti di Kabul membro di un gruppo fascista su fb
22/09/2009, 14:09

C'è ancora il sentimento forte di cordoglio e rispetto doveroso per le sei vittime della cosiddetta "missione di pace" in Afghanistan. C'è ancora in atto la bagarre ideologica tra chi, rappresentante di "sinistra", si dice sempre e comunque contro la guerra e chi, invece, da appartenente all'ala "destra" (magari un po' estrema) ritiene sia doveroso un intervento per garantire l'esportazione della democrazia nei territori presideuti dai Talebani.
Nel mezzo di questo cumulo di macerie, bombe, morti, innocenti trucidati, ipocrisie, "contentini", dichiarazioni e generalizzazioni spunta una notizia.

Notizia che, chi fa informazione, deve comunque riportare; senza farsi frenare da quel "rispetto per i defunti" che spesso viene utilizzato come atto di beatificazione anche nei confronti di chi, da vivo, non era considerabile esattamene come unto dal Signore. Occorre però una precisazione doverosa; prima di procedere con l’articolo: non v’è alcuna volontà, da parte dello scrivente, di infangare la memoria un ragazzo che non c’è più e che nessuno potrà mai giudicar male solo per l’iscrizione ad un gruppo facebook macchiatosi del reato costituzionalmente sancito di “apologia al fascismo”. Detto questo, però, la scoperta che è stata fatta proprio in concomitanza dei funerali di stato organizzati per i parà vittime dell’attentato, non poteva essere taciuta.
Uno dei sei militari che hanno perso la vita a Kabul, infatti, era iscritto ad un gruppo presente sul noto socialnetwork dal titolo, dalla descrizione e dai contenuti molto eloquenti:”Partito Nazional Fascista”. All’interno del gruppo, presenti frasi tipiche del movimento la cui propaganda è stata vietata dalla Costituzione: “Onore.... E che si risuoni l'annuncio...E che la gente capisca che la razza umana è una sola....Ariana... Il resto tutte bestie” o ancora “Vogliamo Balotelli fuori dall'Italia”).
Un deplorevole e perpetuo inno al razzismo più becero sul quale è opportuno riflettere a lungo e senza scadere nelle prevedibili quanto fuorvianti generalizzazioni di sorta. Inutile, infatti, nascondere l’appartenenza di un foltissimo numero di membri della folgore ad una ideologia d’estrema destra che fonde pericolosamente i peggiori dettami del fascismo e addirittura qualche “valore” del nazismo. Così come è inutile, d’altro canto, includere nel calderone dei fascisti facinorosi ed esaltati tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine e ai gruppi militari.
Quello che resta da fare, come dicevamo, è riflettere su di una ideologia che serve da droga a questi giovani imbottiti di ideali sbilenchi e sbiaditi e spinti ad abbracciare un fantasma altrettanto pallido come quello del Duce. Un delirio spesso indotto ed utilizzato come carota per spingere i ragazzi a tollerare i rischi di un mestiere difficile e spesso poco compreso come quello del militare. Del resto siamo certi che, se i genitori di questi soldati potessero scegliere tra il veder morire i propri figli in nome del neo-fascismo o il poterli salvare in nome del patriottismo depurato del più aspro nazionalismo, intraprenderebbero senza dubbio la seconda strada. E poi, occorre ricordarlo, anche lo stesso Ministro alla Difesa Ignazio La Russa meno di un mese fa ammetteva candidamente che quello esploso in Afghanistan è un vero e proprio conflitto violento. A questo punto, ciò che sorge spontaneo chiedersi è: perché non si inizia a dare il giusto nome alle nefandezze dei governi mondiali? Perché si continua a chiamare una guerra “missione di pace” e delle povere vittime “eroi”. Perché non si ha il coraggio di chiamare le cose con il nome che spetterebbe loro? Se non altro, certe assurde dinamiche, sarebbero forse paradossalmente più facili da digerire; forse.

Fonte:"San Precario"

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di Germano Milite
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