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Uno striscione al porto per rivendicare la libertà dei Tunisini sbarcati a Napoli


Uno striscione al porto per rivendicare la libertà dei Tunisini sbarcati a Napoli
04/04/2011, 12:04

Un gruppo di attivisti della rete antirazzista, dei centri sociali e della comunità maghrebina di napoli è riuscito a portare uno striscione nell'area doganale del Porto di Napoli, dove in un contesto blindatissimo è arrivata la prima nave militare con 500 profughi e migranti Tunisini provenienti da Lampedusa. Uno striscione solidale con la scritta "bienvenue" in francese e in arabo la rivendicazione "Libertà e documenti per tutti!". Ma anche un ulteriore occasione per contestare il trattamento vergognoso che stanno subendo queste persone. Prima confinate a Lampedusa per "spettacolarizzare" quella presunta "invasione" che da tanti dividendi in termini elettorali ai partiti xenofobi e ora tenute in condizioni di reclusione in quegli autentici mostri giuridici che sono le "tendopoli" attrezzate dal governo, dei veri CIE informali.
Sarà questa la condizione che vivranno anche i Tunisini che arrivano a Napoli e vengono deportati nella ex-caserma di Santa Maria Capua Vetere! Che così viene a diventare il primo CIE ( temporaneo!?) in una regione che ha sempre rifiutato queste "galere etniche"! E che continuerà a farlo! Domani in un'iniziativa all'Università di Napoli sarà presentato il video "Lampedusa Next Stop" realizzato nei giorni scorsi a Lampedusa e soprattutto si discuterà di una prima mobilitazione a Santa Maria Capua Vetere per la chiusura della struttura detentiva, e per rivendicare la libertà, i documenti e il diritto a una degna accoglienza di queste persone.
Impressionante e significativa la militarizzazione del Porto, così come la scelta di far sbarcare a Napoli solo una parte delle persone a bordo facendo proseguire le altre verso Livorno e destinando alla caserma casertana parte dei passeggeri di un altro traghetto in arrivo. Un comportamento apparentemente schizofrenico la cui unica spiegazione logica è dividere e disperdere i migranti che già si conoscono fra loro. Una strategia di controllo da "carcere speciale" che la dice lunga sulel intenzioni del governo.
Di fronte al vento di cambiamento che sta attraversando il Nord Africa si misura tutta l'ipocrisia delle nazioni europee! Infatti da un lato, per difendere i propri profitti, si decide di fare la guerra in Libia, con tutte le ovvie conseguenze di profughi e di morti, dall'altro si finge di apprezzare i processi di "democratizzazione" in corso ma al tempo stesso si continua a chiedere a questi paesi di comportarsi esattamente come dei regimi polizieschi e militari per impedire ai propri cittadini di partire!!
Un Mediterraneo senza guerra, autoritarismi, militarizzazione e stragi nel mare chiede inevitabilmente la libertà di circolazione delle persone che vi abitano!

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di Redazione
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