Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Un caso sta facendo discutere gli Stati Uniti

Usa: a 12 anni uccide il padre neonazista. Colpevole?


Usa: a 12 anni uccide il padre neonazista. Colpevole?
30/10/2012, 16:13

RIVERSIDE (CALIFORNIA, USA) - Dovrebbe essere un normale caso di omicidio: il primo maggio del 2011 Jeff Hall, mentre sta dormendo sul divano, viene colpito da diversi proiettili sparati dalla sua pistola, un revolver 357 Magnum, impugnato dal figlio Joseph, 12 anni. Legge alla mano, in California gli under 14 non sono processabili, a meno che non siano persone considerate un pericolo per la società. 
Il punto è che Jeff Hall era un neonazista. Joseph è cresciuto tra svastiche, divise delle SS, armi e comizi dove si invitava a difendere il "sangue ariano" dalle contaminazionidi neri, ebrei, cinesi e quant'altro. Una sorta di lavaggio del cervello per il difensore del'imputato, che chiede la sua non punibilità in quanto, non potendo più subire gli "insegnamenti" del padre, non c'è rischio che possa commettere ancora reati del genere. Visione non condivisa dall'accusa, che invece chiede di processare il ragazzo come un adulto (e quindi con relativa condanna all'iniezione letale o all'ergastolo) in quanto il suo comportamento è stato violento anche in altre occasioni; inoltre era assolutamente consapevole che quello che stava facendo fosse qualcosa di malvagio. 
Chi ha ragione? Il difensore che dà la colpa dell'azione ad un ambiente non certo tranquillo e all'azione di un padre violento? Oppure il Pm, che reputa il ragazzo una personalità criminale? 

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©