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Il romanzo depurato dai termini razzistici

Usa: polemiche per una edizione di Huckleberry Finn senza "nigger"


Usa: polemiche per una edizione di Huckleberry Finn senza 'nigger'
05/01/2011, 17:01

ALABAMA (USA) - Probabilmente tutti noi abbiamo letto il romanzo di Huckleberry Finn, scritto da Mark Twain. Ma nella versione in italiano non si può apprezzare la scelta dei termini fatta dallo scrittore americano. In particolare l'uso ripetuto - ben 269 volte in tutto il romanzo - del termine "nigger", parola dispregiativo e razzista per indicare le persone dalla pelle scura, traducibile in italiano come "negro". Oggi si usano altre espressioni come "black" o "afroamerican", negli Usa; e così la casa editrice NewSouth, in Alabama, ha deciso di presentare una nuova edizione del libro in cui la parola "nigger", riferita allo schiavo fuggito Tom, viene sostituita da "slave", cioè schiavo.
Una scelta che però rovina l'effetto complessivo dell'opera. Infatti, l'uso del termine non è sempre uguale nel romanzo. E' massiccio nella parte iniziale del romanzo, quando Huckleberry è un ragazzo razzista in uno Stato razzista; ma pian piano diminuisce man mano che, temprato dalle disavventure, il ragazzo matura e capisce che anche loro sono persone come lui. Un effetto di crescita e di progressione che, eliminando il termine dispregiativo, non si ha più.

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di Antonio Rispoli
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