Cronaca / Nera

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Seguono Molise e Calabria. Poche le denunce: appena 80

Usura, Campania maglia nera: "strozzate" 30mila imprese


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Usura, Campania maglia nera: 'strozzate' 30mila imprese
29/08/2011, 12:08

NAPOLI - È un dossier choc, quello stilato nel giorno del ventesimo anniversario della morte dell’imprenditore Libero Grassi, ucciso dalla mafia nel 1991: le imprese italiane sono strette nella morsa dell’usura e del racket, dato che sale vertiginosamente al sud. Nello stivale sono circa 120mila gli imprenditori sotto ricatto. E la maglia nera spetta alla Campania, regione in cui vi sono 30mila imprese strozzate dai prestiti ad usura e dalla cosiddetta tassa della tranquillità che le organizzazioni criminali impongono come pizzo. In pratica, 4 su dieci degli imprenditori censiti sono campani, dato ancor più drammatico se si considera che gli studi della Confederazione generale italiana artigianato classificano la nostra regione come quella a più alto tasso di attività illecite legate all’usura.
Seguono a ruota nella classifica il Molise e la Calabria.
L’identikit dell’usuraio non dista molto da quello dell’uomo d’affari senza scrupoli, abile nel riciclaggio del denaro sporco ed in grado di pretendere tassi d’interesse sino a venti volte superiore da quelli stabiliti dalla legge. Un giro di affari che per le organizzazioni criminali supera i due miliardi di euro l’anno: il 30 per cento dei prestiti ad usura passano attraverso la criminalità organizzata, ed in Campania il fenomeno dello strozzinaggio è 66 volte superiore alla media nazionale. Ancora troppo poche le denunce alle forze dell’ordine: l’anno scorso sono state soltanto ottanta quelle presentate, mentre quelle per estorsione sono di gran lunga superiori, pari a 1100 nell’arco dei dodici mesi. La paura cuce le bocche di chi invece dovrebbe denunciare. Per distruggere le mafie è necessario scardinare la cortina di assordante silenzio che cela il malaffare.      

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di Redazione
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