Cronaca / Nera

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Il blitz scattato nella notte, sequestrati centri scommesse

Usura e scommesse, colpo alla camorra stabiese: 25 arresti


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Usura e scommesse, colpo alla camorra stabiese: 25 arresti
15/10/2010, 11:10

Sono complessivamente 22 i provvedimenti di fermo eseguiti dai carabinieri all'alba di nell'ambito dell'operazione "Golden goal" contro due storici gruppi di camorra della zona stabiese, i D'Alessandro, attivi a Castellammare di Stabia, e gli Alfetra-Di Martino, egemoni nell'area di Gragnano e dei monti Lattari. I pm Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusano, insieme all'aggiunto Rosario Cantelmo, in un provvediemnto di 588 pagine hanno tracciato uno spaccato dal 2008 ad oggi di attivita' illegali che vanno dalla destinazione di vasti appezzamenti di terreno sui Lattari per la coltivazione di marijuana condotta dai Di Martino, all'usura, al riciclaggio, allo spaccio di droga, alle estorsioni, a scommesse clandestine tramite siti internet e centri scommesse (4 sequestrati), trovando nelle conversazioni telefoniche intercettate anche le tracce di inquinamento da parte del clan Di Martino delle elezioni amministrative di Gragnano dello scorso anno. Tra gli arrestati anche 5 donne, una delle quali Nicoletta Romano, avvocato del foro di Torre Annunziata, che deve rispondere di usura. E c'e' anche un calciatore che ha militato nella squadra del Sorrento e oggi nell'Avellino, Cristian Biancone, ritenuto dagli inquirenti tra coloro che hanno materialmente alterato il risultato di alcune partite di campionati minori, un 'affare' che interessava il clan D'Alessandro. Una di queste gare era del 5 aprile 2009, tra Juve Stabia e Sorrento, (Lega Pro prima divisione), conclusa con la vittoria dei sorrentini per 1 a 0, grazie a un errore del portiere; Biancone, 33 anni, attaccante del Sorrento, avrebbe corrotto il portiere Vitangelo Spadavecchia, indagato a piede libero, per questo risultato che faceva comodo al giro illegale dei D'Alessandro. Le persone fermate sono a vario titolo accusate di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti, associazione per delinquere finalizzata all'elusione delle misure di prevenzione patrimoniale, esercizio di scommesse clandestine, usura, estorsione e riciclaggio di denaro di provenienza illecita. Al centro dei brogli elettorali, poi, c'e' Fabio Di Martino, figlio del capoclan Leonardo, che a maggio, epoca delle prime intercettazioni a riguardo, proprio di questo parla con lui in casa lavoro a Sulmona. A proporre al clan di 'aiutare' qualche candidato delle elezioni comunali di giugno e' un pregiudicato, Gennaro Chierchia, poi ucciso in un agguato. Le 'trattative' evidenziano che il clan per 200 voti chiede 200mila euro e avrebbe fatto votare "anche i morti". Tra le persone nominate vi e' un candidato di una lista di centrodestra i cui cugini sono stati poi stati arrestati dai carabinieri l'8 giugno di un anno fa per concorso in esercizio fraudolento del diritto elettorale, mentre una scrutatrice fu denunciata.

Ultimo aggiornamento: 14.40

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di Redazione
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