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USURA E VIDEOPOKER, FENOMENO IN CRESCITA NEL CILENTO


USURA E VIDEOPOKER, FENOMENO IN CRESCITA NEL CILENTO
07/01/2009, 14:01

 

Usura, fenomeno in crescita nel Cilento. Guerra aperta ai videopoker e a tutte le "macchinette" che incentivano il gioco, in vertiginosa crescita nella classifica delle cause del ricorso ai prestiti a strozzo soprattutto tra i giovanissimi. L’sos arriva dal neuropsichiatra Salvatore Iannuzzi, esperto universitario delle problematiche sull’adolescenza. «Il Cilento non è più un’oasi felice . Per combattere l' usura - ha detto Iannuzzi - occorre prevenzione e collaborazione. Con l’avvento dei videopoker e delle slot machine anche i nostri ragazzi sono a rischio”. Il neuropsichiatria, che da anni studia questo fenomeno sul territorio cilentano, traccia un primo bilancio su ciò che si verifica anche nei piccoli centri.  “Il gioco che regala innocue ore di distrazione alla maggioranza, miete inesorabilmente le sue vittime. E’ purtroppo alta la percentuale di coloro che sono entrati nella spirale del gioco patologico fino a rovinarsi. La maggior parte dei ragazzi vittima di usura passano dall' attività ludica, seppure costosa e inebriante, all' azzardo compulsivo. Una strada in discesa che a volte può condurre alla distruzione economica e psicologica. Un percorso spesso devastante favorito dall' offerta di gioco sempre più vasta e aggressiva e che, insieme alla rovina economica che coinvolge anche tante famiglie, finisce inevitabilmente per alimentare il fenomeno dell'usura”. Impossibile quantificare con esattezza il fatturato del gioco legale, come è arduo calcolare il giro di affari prodotto dai videopoker. Centinaia di macchinette sparse nei bar di tutto il Cilento e distribuite nelle apposite sale che, se per i più costituiscono un veicolo d'evasione e basta, per i più vulnerabili possono trasformarsi in un vero e proprio autobus verso la dipendenza, la perdita della libertà interiore rispetto all'oggetto del desiderio. “Per procurarsi l'emozione legata al rischio e alla sfida, si gioca in modo compulsivo e senza limiti – spiega Iannuzzi - Si perde, ci si indebita, si arriva a mentire ai famigliari, agli amici, ci si consuma e distrugge. Casi estremi certo, ma che configurano un vero e proprio danno sociale, universalmente riconosciuto. Tanto che, sono vari i centri nati in Italia per la cura e il recupero dei giocatori compulsavi. Nel Cilento bisogna intervenire subito, creando una rete di intervento tra le scuole e tutte le istituzioni presenti sul territorio. E’ indispensabile innanzitutto  - continua l’esperto -realizzare uno screening della popolazione, individuare i ragazzi a rischio e prenderli a carico per rimuovere le cause che creano dipendenza. Bisognerà inoltre realizzare delle apposite campagne di prevenzione”.

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di Vincenzo Rubano
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