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Usura ed estorsione nel salernitano: 26 indagati


Usura ed estorsione nel salernitano: 26 indagati
21/09/2012, 10:45

Si è conclusa nei giorni scorsi una vasta ed articolata operazione condotta dai militari del Gruppo di Salerno della Guardia di Finanza per il contrasto ai fenomeni di usura, estorsione, reati fallimentari, violazioni al Testo Unico Bancario e violazioni alla normativa antiriciclaggio, denominata “Operazione Assegni Cash & Carry" che ha tratto origine dalla denuncia sporta da un’imprenditrice salernitana, incoraggiata a riporre fiducia nelle istituzioni, ha narrato la vicenda della quale era stata vittima ad opera del proprio commercialista, (già Presidente del Collegio sindacale della Cassa Rurale ed Artigiana di Fisciano Banca di Credito Cooperativo), il quale, approfittandosi del suo stato di bisogno anche per le esposizioni bancarie contratte conla citata Cassa Rurale, a fronte di prestiti erogatigli per complessivi €. 188.611,92, l’aveva indotta a sottoscrivere una promessa di vendita dei propri cespiti immobiliari, aventi un valore di €. 300.000,00 circa; il tutto sotto l’egida di protesti bancari che il commercialista avrebbe diversamente promosso, proprio in virtù della carica rivestita nel collegio sindacale della predetta banca. Le relative indagini, coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica di Salerno, hanno permesso di appurare che il predetto commercialista, oltre ad aver gestito di fatto la società facente capo all’imprenditrice, ha gestito anche i rapporti bancari tanto dell’impresa quanto della stessa imprenditrice, movimentandoli in assenza di qualsivoglia delega o procura ad operare sugli stessi. Per tale condotta, il commercialista è stato iscritto nel registro degli indagati per il delitto di estorsione aggravata (art629 C.p.), per aver commesso il reato per eseguirne un altro, per aver cagionato alla parte offesa un danno di rilevante entità e nell’esercizio della carica di presidente del collegio sindacale della Banca, nei cui confronti è stata esercitata l’azione penale. Tuttavia, attraverso le indagini bancarie la Guardia di Finanza ha rilevato ulteriori rapporti finanziari che la predetta usurata aveva intercorso con un imprenditore locale il quale, approfittando anch’egli dello stato di bisogno, a fronte di un prestito complessivo di €. 118.725,00, ha ricevuto oltre alla restituzione del denaro corrispondente anche un’ulteriore somma pari ad €. 58.150,00, a titolo di interessi con saggio usuraio. Di conseguenza, a quest’ultimo stato contestato il delitto di usura aggravata (art. 644, commi 1, 3 e 5, nrr. 3 e4, C.p.), e nei confronti dello stesso è stato operato il sequestro preventivo di somme di denaro e titoli per valore complessivo di €. 61.601,89. Le indagini bancarie, inoltre, hanno permesso di disvelare altre magagne legate al mondo dell'usura. Per questo motivo, è stata esercitata l’azione penale nei confronti di un totale di 26 persone responsabili di plurime violazioni alla legge.

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di Rocco Papa
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