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Boom del fenomeno mafioso

Usura, Sos Impresa, in Sicilia 30 mila vittime


Usura, Sos Impresa, in Sicilia 30 mila vittime
03/04/2012, 17:04

PALERMO - Alimentari, abbigliamento e calzature, fiori e mobili. Sono i quattro settori della vendita al dettaglio in cui il rischio usura ha toccato l'allarme rosso. Quasi trentamila persone in Sicilia si sono rivolte agli usurai per un giro d'affari di 3,3 miliardi. Un dato che dimostra la grave crisi economica che ha colpito la piccola e media impresa siciliana. È quanto emerge dal Focus Sicilia di Sos Impresa, presentato stamani a Palermo, nel corso di un convegno organizzato da Confesercenti Sicilia. Di fronte di un vero e proprio boom del fenomeno si registra, invece, calma piatta sul fronte delle denunce, che si mantengono su livelli decisamente bassi. Nel primo semestre del 2011 a Palermo, ad esempio, le denunce per usura sono state 4 così come a Messina e Catania, due a Caltanissetta, una ad Agrigento e Siracusa, nessuna a Trapani, Enna e Ragusa. Tra le città siciliane in cui il rischio usura è molto alto ci sono Messina e Siracusa, seguite da Palermo, Catania ed Enna. «Se nel 53% dei casi il finanziamento si verifica e si esaurisce senza più ripetersi - si legge nel Rapporto di Sos Impresa -, nel 29% abbiamo il reiterarsi del ricorso ad un prestito illegale per due o tre volte, ed un consistente 18% vi ricorre per 4 o più volte. I tempi di restituzione sono medio-lunghi: da un 41% dei casi in cui il rapporto usuraio si esaurisce nel corso di due o tre anni, ad un 26% che arriva da quattro a sei anni, fino ad un 15% che praticamente non finisce mai di pagare. I tassi d'interesse benché siano ulteriormente lievitati, in Sicilia si mantengono al di sotto della media nazionale. Infine, occorre osservare che in larga misura una vittima intrattiene 2/3 rapporti usurai contemporaneamente».

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di Valerio Esca
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