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Vademecum sul caso Ruby: quali sono i fatti?


Vademecum sul caso Ruby: quali sono i fatti?
19/01/2011, 15:01

In questi giorni in cui è esploso il caso di Ruby Rubacuori - nome d'arte (senza specificare quale arte) di Karima el Maghroub - si sentono imperversare in TV fiumi di sciocchezze dette da esponenti del Pdl o da altri politici o giornalisti a loro legati. Vediamo i punti principali

- La Procura di Milano ha indagato-intercettato sistematicamente tutti coloro che entravano a casa Berlusconi/non c'era alcun reato: si tratta di due affermazioni apodittiche quanto false. I magistrati milanesi stavano indagando dal 2009 su Lele Mora, sospettato di avere organizzato un giro di squillo di lusso. Intercettandolo, hanno scoperto il via vai di prostitute ad Arcore e a Palazzo Grazioli. In particolare la persenza della giovanissima Ruby, che all'epoca era ancora minorenne. Ha indagato o intercettato tutti quelli che entravano ad Arcore? No, solo le persone che potevano rientrare nel giro di prostituzione. Ovviamente, intercettando le prostitute, si può arrivare al "pappone" di turno.

- La Procura di Milano sta perseguitando il premier per motivi politici: questa è la balla più grossa, ma anche più ripetuta, spesso seguita da espressioni come "è evidente", e usando espressioni come il fatto che il premier è stato sempre assolto. In realtà non c'è alcuna persecuzione, ma solo una persona (Silvio Berlusconi) che commette reati in sequenza. A dimostrarlo proprio le assoluzioni: se escludiamo quelle causate dalla cancellazione del reato fatta dai governi Berlusconi, solo tre processi si sono conclusi con l'assoluzione. E di questi tre, quello più ricordato, cioè quello per le tangenti alla Guardia di Finanza, è finito con una assoluzione che la stessa COrte di Cassazione ha definito sbagliata. E questo per un motivo molto semplice, spiegato nella sentenza con cui si riconosce la colpevolezza di David Mills. Quando si decise il processo per le tangenti alla Guardia di Finanza, una sola persona poteva testimoniare su chi aveva materialmente pagato: lo stesso Mills. Ma l'avvocato inglese disse di non sapene nulla e quindi mancò una prova decisiva contro il premier. Ma nella sentenza Mills si fa presente che, visto che ora sappiamo che l'avvocato mentì in cambio di 640 mila dollari, per salvare Berlusconi, è evidente che quella sentenza è sbagliata, perchè Berlusconi andava condannato. Naturalmente non si può riaprire un processo il cui reato sia andato in prescrizione, per cui resta la sentenza di assoluazione. Tutti gli altri processi sono finiti con una prescrizione, che è una sentenza di riconoscimento della colpevolezza dell'imputato

La Procura di Milano interferisce con la vita privata del premier: Innanzitutto, ci sono tonnellate di sentenze che dicono che per i personaggi pubblici il concetto di privacy è molto relativo, per non dire inesistente. Seconda cosa, stiamo parlando di una persona che si fa continuamente fotografare con la propria famiglia (l'ultima fotografia a Natale con tutti i familiari, esclusa la moglie separata Veronica Lario, e pubblicata sul suo settimanale "Chi"); di conseguenza è normale che se in questo aspetto si colgono magagne per i mezzi di stampa è un dovere parlarne. Infine, davanti alla legge non esiste il concetto di "vita privata". Se io picchio mia moglie o stupro mia figlia, non è che quando mi vengono ad arrestare posso dire: "Ma io sono a casa mia e voi non potete interferire". E lo stesso vale per il premier: se va a letto con prostitute minorenni commette un reato, e non c'è privacy che tenga. Ovviamente la cosa va provata, ma le indagini si fanno per questo.

La Procura di Milano vuole abbattere Berlusconi per via giudiziaria perchè non può farlo per via politica: un processo non potrà mai far cadere un governo, dato che non sono i giudici a dare la fiducia al Presidente del Consiglio, ma i parlamentari. Se poi decidono di votare a favore di una persona sotto processo è una scelta eticamente improponibile, ma ormai in Parlamento questo è un pregio, non un difetto, al contrario di quanto avviene nel mondo. Anche ammesso che la Procura di Milano avesse questa intenzione, non ne avrebbe i mezzi, dato che essa può agire solo contro chi ha commesso un reato e dopo che l'ha commesso.

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di Antonio Rispoli
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