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L'allarme della polizia. Più di 50 feriti, uno è grave

Val di Susa, è guerriglia No Tav: "Ci sono anche black bloc"

Il movimento: "Lacrimogeni lanciati ad altezza uomo"

Val di Susa, è guerriglia No Tav: 'Ci sono anche black bloc'
03/07/2011, 17:07

Dalla sfilata pacifica con in testa i sindaci ed i bambini alla guerriglia. Polizia e manifestanti si fronteggiano in un clima surreale, dove gli appelli alla calma lanciati da gli organizzatori della manifestazione sono caduti tutti nel vuoto. Val di Susa, corteo No Tav: in Uno dei tre punti di concentramento, a Giaglione, si capisce sin dalle prime ore della mattinata che sarà una giornata di battaglia. Non sono bastati gli appelli lanciati nelle scorse ore anche dagli artisti (tra tutti i Subsonica), non bastano nemmeno i bambini ad aprire la fiumana che si snoderà nei paesi limitrofi al cantiere. Intorno alle otto un centinaio di dimostranti annunciano l’intenzione di "stringere d'assedio" l'area della Maddalena di Chiomonte: in quella località, infatti, si sta realizzando il primo cantiere della linea ferroviaria ad alta velocità. È una dichiarazione di guerra. Fino a domenica scorsa i No Tav vi avevano un presidio con tanto di tendopoli: la struttura però era stata sgomberata dopo una prova di forza della polizia, che ora mantiene il controllo della zona con migliaia di agenti.
La Val di Susa diventa una Torre di Babele: provengono pullman dalla Francia, ma anche da altre parti d’Europa per ribadire il “no” alla Torino-Lione. Alcuni manifestanti hanno trascorso la notte in un campeggio improvvisato. Ore d’attesa, tensione che sega i nervi. Ma la battaglia è ancora lontana.
Ad aprire il corteo infatti è la fetta pacifica dei manifestanti. Circa un migliaio di persone, i bimbi No Tav con i palloncini colorati e alcuni amministratori della Valle di Susa, tra cui il presidente della Comunità Montana Sandro Plano. Beppe Grillo, il comico che è alla guida del movimento "Cinque stelle", partecipa a Chiomonte alla chiusura del corteo. "La Tav non si farà mai - dice Alberto Perino, leader del movimento No-Tav - perché non ci sono i soldi, perché non hanno le idee chiare e perché ci siamo noi. L'unica cosa che riescono a fare è aprire cantieri per mangiare i soldi pubblici". Altri pullman arrivano da Marche, Abruzzo, Veneto, Toscana e Emilia Romagna.Un migliaio di giovani si staccano dai cortei partiti da Giaglione ed Exilles, nonostante i richiami degli organizzatori alla responsabilità e un servizio d'ordine interno al movimento per isolare i violenti, e attraverso i boschi entrano in contatto con gli agenti schierati nell'area del primo cantiere della Tav Torino-Lione a Chiomonte. Ore di guerriglia, lancio di petardi e bombe carta contro la Polizia che risponde con lacrimogeni e idranti. Almeno 46 i feriti tra le forze dell'ordine, ferito anche un operaio e 5 militanti. Migliaia di persone stanno convergendo nella zona, 50mila secondo gli organizzatori. Il primo corteo è partito da Giaglione con almeno 1500 partecipanti, il secondo corteo, il più imponente e in cui sono confluite le migliaia di manifestanti giunti a Chiomonte, si è mosso dal forte di Exilles schierando  anche i sindaci di 23 comuni della valle. Per entrambi i cortei, appuntamento alla centrale idroelettrica della Maddalena dove però sono scoppiati altri incidenti. Il sindaco di Torino, Piero Fassino, lancia un appello ai No-Tav in un'intervista a Repubblica. "Abbandonare le barricate. Allo stillicidio di manifestazioni e blocchi sarebbe più utile un confronto con l'Osservatorio, vigilando sul cantiere e sulla costruzione delle opere per la messa in sicurezza della Valle, insieme con i sindaci". "Nessuno vuole ignorare le loro richieste - aggiunge Fassino -, ma un conto è chiedere di essere coinvolti per fare, un conto è manifestare per impedire". Un appello che però cade nel vuoto.
La battaglia prosegue nei boschi, nei campi dove nelle scorse ore sono stati rimossi i presidi dei manifestanti. La polizia – secondo il movimento - lancia lacrimogeni ad altezza uomo: uno dei manifestanti resta ferito alla gamba. Cinque persone fermate non sono residenti nella zona della Val di Susa: segno eloquente che la causa dei No Tav è stata sposata da migliaia e migliaia di cittadini, pronti a lottare contro quello che ritengono un sopruso dello Stato. “Queste sono prove tecniche di dittatura, ho la stessa sensazione del G8 di Genova, lì hanno fatto l'addestramento con studenti e operai, qui inseguono pensionati e anziani – tuona alla folla Grillo -  Devono capire che la nostra è una guerra civile, cittadini e movimenti hanno bypassato politici e partiti".
È un clima da guerriglia urbana. Fonti di polizia rivelano che tra i manifestanti vi sarebbero anche black bloc infiltrati. La situazione degenera quando uno dei dimostranti viene colpito al fianco da un fumogeno delle forze dell’ordine. La battaglia proseguirà poi per un'ora e mezza davanti alla centrale elettrica. Nessun contatto diretto fra forze dell'ordine e un centiniao di manifestanti, ma decine di lacrimogeni sparati da una parte e lancio di sassi dall'altra. Buona parte dei cittadini della Valsusa, che avevano partecipato in massa, si stanno allontanandosi dalla zona calda risalendo verso il paese. L’ennesima giornata di scontri contro la Tav termina con un bilancio pesantissimo: più di una cinquantina di feriti (46 tra le forze dell’ordine), decine di fermati un giovane ferito gravemente dal lancio di lacrimogeni. E c’è chi giura che quello di oggi è soltanto il prologo di una lunga guerra.

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di Davide Gambardella
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