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L'ex capo mafia milanese

Vallanzasca, condannato a 4 ergastoli, chiede la semilibertà

Il Bel Renè vuole di più di un "semplice" permesso diurno

Vallanzasca, condannato a 4 ergastoli, chiede la semilibertà
03/02/2011, 18:02

MILANO - Dopo essersi iscritto a facebook, essersi fatto immortalare mentre vendeva borse di pelle al mercatino ed aver visto "celebrata" la propria storia nell'ultimo film di Michele Placido, Renato Vallanzasca avanza una richiesta di semilibertà al tribunale di sorveglianza di Milano.
L'ex capo della mala milanese, autore di diversi efferati omicidi e di numerose rapine, gode già di un permesso diurno che gli permette di lavorare in una pelletteria ma, non contento, vorrebbe trasformare tale provvedimento in un vero e proprio beneficio. In tal modo, il "Bel Renè", avrebbe ancora meno limiti nello svolgimento dell'attività lavorativa fuori dal carcere per il cosiddetto "reinserimento sociale".
A causa della mancanza di documenti, però, l'udienza è stata rinviata a data da destinarsi.

IL PRECEDENTE
Già lo scorso 23 giugno, Vallanzasca aveva partecipato ad un'udienza nel tribunale di vigilanza di Milano. In quell'occasione l'ergastolano aveva addirittura presentato un'istanza per richiedere di usufruire della liberazione condizionale (la quale permette di scontare la pena fuori dal penitenziario, in regime di libertà vigilata). La richiesta fu però respinta poiché risultava non pagata una multa di 3000 euro derivante da una vecchia condanna inflittagli dai giudici per un reato minore.
La differenza sostanziale tra l'attuale permesso ed il beneficio richiesto dall'ex leader della "Batteria" milanese è comunque rilevante: nel primo caso, infatti, si tratta appunto di una "concessione" fatta al carcerato che lo costringe a rientrare entro la sera nel penitenziario. Nel secondo caso, invece, si parla di un beneficio; con l'ergastolano che potrebbe lavorare all'esterno senza obbligo di rientrare dietro le sbarre entro una certa ora.
Una bella contraddizione, si potrebbe osservare, per chi deve scontare 4 ergastoli per delitti plurimi e gravissimi e non ha dunque alcuna necessità di renserimento sciale. Se Vallanzasca ottenesse tale "privilegio", la giustizia italiana avrebbe un'altra barzelletta giuridica da raccontare; ma sarebbe di quelle che non fanno ridere nessuno.

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di Germano Milite
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