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Vallo della Lucania (SA): la Guardia di Finanza smantella rete pirata per la visione di “Sky”


Vallo della Lucania (SA): la Guardia di Finanza smantella rete pirata per la visione di “Sky”
08/03/2012, 13:03

I militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Vallo della Lucania, coordinati dal Comando Provinciale di Salerno, su disposizione della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, nell’ambito di una complessa attività di polizia giudiziaria a contrasto della pirateria audiovisiva, hanno smascherato i responsabili di una truffa ai danni di SKY su tutto il territorio nazionale.
Il meccanismo fraudolento, definito “card-sharing”, consentiva, attraverso l’utilizzo di un unico abbonamento al circuito televisivo e di una connessione ad internet, di ricevere in chiaro tutti i canali criptati di SKY.
I cosiddetti “card-server”, che di fatto gestivano la truffa, canalizzando i codici di accesso in un apposito server e successivamente criptandoli, li diffondevano tramite connessione ad internet ai numerosi utenti finali “card-client” a loro connessi, i quali riuscivano ad attivare la visione in chiaro grazie all’utilizzo di decoder dedicati.
I ricevitori dovevano essere appositamente configurati mediante l’installazione di un software scaricabile dal sito internet pirata mantenendo una continua connessione con linea ADSL al provider principale. Il software consentiva l’aggiornamento continuo dei codici di accesso criptati permettendo la visione in chiaro dei canali SKY.
L’attività investigativa delle Fiamme Gialle ha disarticolato l’intera rete ed ha individuato i 4 responsabili principali, ubicati in diverse aree della Regione Campania e della Regione Basilicata, i quali garantivano il continuo aggiornamento dei codici criptati, permettendo la visione dei canali SKY a tutti gli utenti collegati.
Al termine delle operazioni le Fiamme Gialle hanno deferito all’Autorità Giudiziaria 26 persone per il reato di truffa, così come prevista dalla legge sui diritti d’autore, di cui 4 “card-server”.
È stato sequestrato il materiale informatico, consistente in personal computer e decoder utilizzati per la truffa, che ha permesso di bloccare gli ulteriori 50 soggetti titolari di account per ricevere i codici criptati.

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di Redazione
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