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Vallo della Lucania, segregava la moglie in casa: la Guardia di Finanza arresta un giovane marocchino


Vallo della Lucania, segregava la moglie in casa: la Guardia di Finanza arresta un giovane marocchino
13/09/2012, 14:59

La Tenenza della Guardia di Finanza di Vallo della Lucania, in Montano Antilia (SA), ha tratto in arresto in flagranza di reato un operaio marocchino di 27 anni per aver segregato in casa per diversi giorni la giovane moglie.

I militari, attivati dalla Sala operativa del Comando Provinciale di Salerno attraverso il servizio di pubblica utilità 117, si sono diretti tempestivamente presso l’abitazione della giovane marocchina ed hanno immediatamente constatato l’impossibilità della donna di potersi allontanare da casa.

In lacrime e palesemente provata, la giovane di 22 anni ha gettato dal balcone un biglietto attraverso il quale ha richiesto l’aiuto dei militari delle Fiamme Gialle lamentando che il marito le impediva di uscire e di contattare i propri familiari.

Mentre alcuni militari hanno prestato soccorso alla donna, altri hanno prontamente rintracciato il marito e lo hanno condotto presso l’abitazione al fine di ricostruire l’accaduto. Una volta entrati, i militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Vallo della Lucania,   si sono accertati delle condizioni di salute della ventiduenne e hanno constatato che l’unica via di accesso risultava chiusa dall’esterno e che al balcone era stata applicata una recinzione in rete metallica alta più di due metri.

La giovane donna ha manifestato di essere rinchiusa in casa da diversi giorni e di temere ulteriori privazioni da parte del marito che non accettava la sua intenzione di ritornare nel Paese di origine.

Le fiamme Gialle, appurato il contesto familiare che gli si è presentato, hanno informatola locale Procuradella Repubblica e hanno proceduto all’arresto in flagranza del giovane marocchino per il reato di sequestro di persona perpetrato nei confronti della moglie.

L’Autorità giudiziaria ha disposto nell’immediatezza la misura degli arresti domiciliari presso un luogo diverso dalla dimora abituale rinviandolo al giudizio direttissimo in virtù della reale possibilità di reiterazione del reato e del grave pericolo per l’incolumità della donna.

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di Redazione
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