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VATICANO: CONCETTO DI MORTE CEREBRALE DA CAMBIARE


VATICANO: CONCETTO DI MORTE CEREBRALE DA CAMBIARE
03/09/2008, 09:09

Nel suo numero di ieri, l'Osservatore Romano, l'organo di stampa della Santa Sede, sferra un attacco diretto a uno dei capisaldi della medicina: il rapporto di Harvard, del 1968, che pose le regole perchè si potesse parlare di "morte cerebrale". Le condizioni perchè questo si verifichi sono tre: assenza di respiro autonomo e spontaneo, coma profondo ed encefalogramma piatto. Se queste condizioni permangono per almeno 6 ore, sotto l'esame di un collegio di tre medici, si può dichiarare la morte cerebrale della persona e quindi procedere ad operazioni che a volte sono vitali, come l'espianto degli organi.

Parlando, genericamente e fumosamente, di nuove indagini mediche, l'Osservatore Romano afferma che l'elettroencefalogramma piatto non indica necessariamente la morte della persona è c'è il rischio di fare espianti d'organi o autopsie su persone ancora vive. E c'è il richiamo, in particolare ad un intervento dell'allora cardinale Ratzinger nel concistoro del 1991, in cui lo stesso dichiarò che, anche se la Chiesa non si oppone ai trapianti, non si può limitare il concetto di morte ad un semplice esame elettro-encefalico.

Le reazioni non si sono fatte attendere, da parte dell'ordine dei medici e da parte dell'ordine degli anestesisti. Il rapporto Harvard è uno dei capisaldi assoluti della medicina, accettato da tutti i protocolli in quesi tutti i Paesi del mondo, e non può essere considerato superato da misteriose e generiche "nuove indagini", senza ulteriori specificazioni.

E in effetti quelle dell'Osservatore Romano tutto sono tranne che osservazioni scientifiche. Per esempio è facile capire che l'elettroencefalogramma piatto vuol dire assenza di attività del cervello; e quando questo accade è perchè i neuroni stanno morendo. E una volta morti, non possono più essere ricreati, almeno allo stato dell'attuale tecnologia. L'articolo del quotidiano della Santa Sede è solo espressione dell'intransigenza ortodossa che Papa Benedetto XVI sta portando nella Chiesa cattolica e che vorrebbe estendere alla vita civile, ma ogni medico che agisse in base a considerazioni chenon siano i protocolli scientificamente dimostrati ed approvati metterebbe seriamente a rischio la vita dei pazienti e mancherebbe al giuramento di Ippocrate, che sta alla base dell'attività medica.

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di Antonio Rispoli
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