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Vaticano:"La cella di Gabriele rispetta standard di detenzione"

Diffusa una nota dopo la denuncia di Paolo Gabriele

Vaticano:'La cella di Gabriele rispetta standard di detenzione'
02/10/2012, 19:56

Arriva subito la risposta del Vaticano, dopo le affermazioni dell’ex maggiordomo del Papa. Durante un’udienza del processo che lo vede imputato per furto aggravato, Paolo Gabriele ha denunciato le condizioni in cui si trova in carcere nella Caserma della Gendarmeria Vaticana: “La cella era talmente stretta che non potevo aprire le braccia, la luce era tenuta accesa 24 ore su 25 e mi e' stato negato anche un cuscino”. E’ stato diffuso infatti un comunicato della Gendarmeria Vaticana, in cui si legge: “Paolo Gabriele al momento del suo arresto e' stato custodito in una cella di isolamento presso la Caserma della Gendarmeria Vaticana. Detta cella di custodia segue gli standard di detenzione previsti anche per altri Paesi, per situazioni analoghe”.  Sulla luce accesa precisa: “La stessa e' rimasta accesa per evitare eventuali atti autolesionistici dell'imputato e per esigenze di sicurezza. Lo stesso detenuto, nei giorni a venire, ha chiesto che la medesima luce rimanesse accesa durante la notte perchè la riteneva di compagnia”. La difesa dalle accuse continua: “Al detenuto sono stati dati i completi di biancheria e cuscino, costantemente rinnovati. Senza mai essere disturbato veniva infine discretamente controllato nel corso delle ore notturne e per qualunque necessità poteva contare sull'immediata assistenza essendo la cella provvista di idoneo citofono collegato con la Sala Operativa. I suoi principali diritti, anche riguardo l'intimità, non sono mai stati violati”. “Durante il suo trattamento detentivo”, si legge ancora nella nota, “il detenuto, secondo gli standard previsti, ha usufruito quotidianamente di pasti completi consumati in compagnia dei Gendarmi che lo avevano in custodia, dell'ora d'aria, di momenti di relax e di socializzazione (con personale del Corpo della Gendarmeria, con il quale per evidenti motivi esistevano rapporti di pregressa amicizia e conoscenza); avrebbe potuto usufruire della palestra del Corpo della Gendarmeria (cosa dallo stesso rifiutata), è stato sottoposto continuamente a visita medica da parte di un sanitario, all'uopo designato, della Direzione di Sanità ed Igiene del Governatorato (come risulta da apposito registro sanitario), dichiarando altresì al sanitario di riposare serenamente ed addirittura di aver risolto alcuni problemi di carattere nervoso; ha avuto costanti contatti, soprattutto anche nei primissimi giorni, con Assistenti spirituali, ha potuto partecipare alla messa con la famiglia, ha altresì usufruito di colloqui senza limiti di orario secondo l'autorizzazione dell'Autorità Giudiziaria con i propri familiari ed infine di incontri con i propri legali, tutto nel massimo rispetto della persona". 

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di Maria Grazia Romano
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