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L'uomo bloccato nel centro commerciale "Vulcano Buono"

Vende cactus allucinogeni, arrestato un imprenditore di Maiori


Vende cactus allucinogeni, arrestato un imprenditore di Maiori
19/05/2010, 10:05


MAIORI. Vendeva cactus allucinogeni, in manette un imprenditore di Maiori. I carabinieri della stazione di Cimitile hanno arrestato Andrea C., 49enne, residente a Maiori, per produzione, traffico e detenzione di sostanza stupefacente. L’uomo è stato bloccato dai militari dell’Arma nello stand della "Italcactus", all’interno del centro commerciale "Vulcano buono" di Nola, allestito in occasione della fiera di floricoltura "Expo sud garden". Aveva messo in vendita al pubblico venti piantine di lophophora, piante appartenenti alla famiglia delle cactaceae, originarie del Sud America, comunemente chiamate peyote (carne degli dei). La sostanza allucinogena estratta dai cactus avrebbe fruttato una somma ingente di denaro. Nei paesi di origine la pianta è conosciuta oltre che con il nome di peyote anche con quelli più popolari di peyotl, xicori ed altri. Conosciuta fin dalla preistoria, la pianta era ed è usata dai nativi americani, tra cui gli huicholes ed i tarahumara, in riti religiosi e sciamanici, soprattutto in Messico settentrionale e centrale. Queste popolazioni usano mangiarne la polpa, cosa che provoca amplificazione e distorsione delle percezioni sensoriali, visioni geometriche colorate e, in alcuni casi, perdita della nozione del tempo, effetti che vengono attribuiti alla natura sacra attribuita alla pianta. In sintesi: il principio attivo, la mescalina, un alcaloide, è una sostanza stupefacente vietata dalla legge. Le piante, del peso complessivo di 4 kg, sono state sottoposte a sequestro. L’arrestato dopo le formalitá di rito è stato mandato agli arresti domiciliari. Il sequestro effettuato a Nola è il primo in Campania per questo tipo di droga, ma i carabinieri stanno continuando le indagini per trovare altre piante di questo tipo. La mescalina è un allucinogeno particolarmente pericolosa: l’imprenditore di Maiori probabilmente ne era consapevole e per questo motivo è finito in manette. Porta infatti alterazioni della percezione visiva e sensoriale, può causare perdite della consapevolezza del tempo e dello spazio, difficoltá nell’esprimersi, perdita di memoria a breve o lungo termine, visioni, euforia, senso di pace e benessere, percezione di maggiore profonditá di pensiero, ansia, panico e stati passeggeri di paranoia o delirio.

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di Vincenzo Rubano
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