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VENDE RENE PER FARE CAUSA A GIORGIO ARMANI


VENDE RENE PER FARE CAUSA A GIORGIO ARMANI
13/01/2009, 19:01

'Metto in vendita un rene per fare causa a Giorgio Armani': l'annuncio è comparso alcuni giorni fa su internet. Il protagonista della vicenda è Luca Armani, 44 anni, un commerciante di Treviglio (Bergamo) che, dopo anni di battaglie legali contro lo stilista suo omonimo, si è deciso a prendere una decisione estrema: mercoledì scorso ha pubblicato sul suo sito web (www.armani2.it) un annuncio in cui si dichiara disposto a vendere un rene per proseguire una vicenda giudiziaria iniziata nell'ormai lontano 1997, proprio a causa di un sito internet. Quell'anno il commerciante bergamasco aveva acquistato il dominio www.armani.it per pubblicizzare in rete il suo timbrificio. Qualche mese dopo ricevette dai legali dello stilista una lettera nella quale veniva invitato a cedere il dominio al più illustre omonimo. Iniziò così un'odissea conclusasi dopo due sentenze che diedero ragione a Giorgio Armani, il 19 novembre 2004, quando il commerciante di Treviglio si convinse a cedere il dominio, pagando parte delle multe che i giudici gli avevano inflitto. Un mese fa, però, Luca Armani è tornato alla riscossa, deciso più che mai a riprendersi il suo indirizzo web. Dopo uno sciopero della fame di 25 giorni, conclusosi a Natale, ora ha pubblicato in rete l'annuncio choc di un'asta in cui mette in vendita un rene: “Questa storia mi ha distrutto - ha dichiarato - ma fisicamente sto bene e posso permettermi di fare a meno di un rene. In questi giorni ho già ricevuto una decina di telefonate di persone che volevano sapere se fossi davvero intenzionato a farlo''. Offerte concrete, però, il signor Armani non ne ha ancora ricevute: "Non voglio parlare di cifre - ha spiegato - ma se qualcuno si mostrasse davvero interessato, potrei iniziare a trattare sul prezzo". La notizia rischia ora di avere un'eco nazionale: "Mia moglie l'ha presa male - ha ammesso Armani. Non penso che Giorgio, se venisse a saperlo, reagirebbe allo stesso modo. Ne ho raccontate tante in questi anni e lui non si è mai scomposto. Quello che voglio da lui, adesso, è che mi restituisca il sito che mi apparteneva”.

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di Redazione
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