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Venerdì 24 Codice Corazza per la prima volta pubblicata la prezioso antologia' vinciana conservata presso la Sezione Manoscritti e Rari della Biblioteca Nazionale


Venerdì 24 Codice Corazza per la prima volta pubblicata la  prezioso antologia' vinciana conservata presso la Sezione Manoscritti e Rari della Biblioteca Nazionale
22/02/2012, 17:02

Pubblicato per la prima volta un prezioso Codice del seicento, copia dell’originale di Leonardo da Vinci, custodito presso la Sezione Manoscritti e Rari della Biblioteca Nazionale di Napoli:

il codice, che prende il nome dal suo redattore Vincenzo Corazza,un colto umanista bolognese che lo portò a Napoli 1766, conserva alcune parti andate perse nell’originale ed è fondamentale ai fini dello studio degli scritti leonardeschi. La pubblicazione in due grossi tomi a cura della CB Edizioni Grandi Opere ad opera Vincenzo Buccaro dell'Università di Napoli, sarà presentata venerdi 24 febbraio, ore 16.30 nella sala Rari della stessa Biblioteca napoletana, intervengono Mauro Giancaspro, Direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli,Cesare de Seta, Università di Napoli Federico II,Carlo Vecce, Università di Napoli - L'Orientale, Maurizio Torrini, Università di Napoli Federico II: Saranno presenti Massimo Marrelli, Rettore dell'Università di Napoli Federico II,Edoardo Cosenza, Assessore della Regione Campania, già Preside della Facoltà di Ingegneria, Università di Napoli Federico II, Piero Salatino, preside della Facoltà di Ingegneria, Università di Napoli Federico II,Benedetto Gravagnuolo, Direttore del Dipartimento di Storia dell'Architettura e Restauro, Università di Napoli Federico II,Giuseppe Castagna, Direttore Generale del Banco di Napoli,Luigi Vinci, Presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli. In video collegamento: Carlo Pedretti, Direttore de "The Armand Hammer Center for Leonardo Studies", University of California, Los Angeles Il volume presenta, per la prima volta, la vicenda e il significato storico-documentario del Codice Corazza. La storia del Codice, analizzata dal professor Vincenzo Buccaro dell'Università di Napoli, si inserisce a pieno titolo nella più ampia e complessa vicenda dei manoscritti e apografi vinciani, in particolare con quelli promossi dal cardinale Francesco Barberini ed eseguiti tra il 1637 e il 1640 da Cassiano dal Pozzo, intellettuale raffinato, nonché collezionista d'arte.

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di Redazione
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