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A Mestre tre casi finiscono in tribunale

Veneto, genitori contro i figli:"Via di casa i nostri bamboccioni"


Veneto, genitori contro i figli:'Via di casa i nostri bamboccioni'
01/05/2010, 12:05

VENEZIA - In Veneto si produce, si lavora, si pagano le tasse e, in tempi di crisi, si trascinano in tribunale i propri figli bamboccioni che non si decidono a lasciar casa. In tempi di crisi nemmeno la parentela può mitigare ed evitare gli strappi e così via alle cause legali tra genitori e figli, con somma gioia degli avvocati e del sistema iper-consumistico moderno che pone al primo posto dei valori "i danè".
Lo diceva anche Gianluigi Paragone durante il suo "Ultima Parola" in onda su Rai Due: oggi contano i soldi, molto più di cultura e famiglia. Chi non produce e riesce a trovare impiego, anche se è sangue del nostro sangue, si deve arrangiare.
E così, in tempi in cui bisogna stringere la cinghia, presso l'Adico (Associazione difesa dei consumatori), sono sempre più numerose le richieste di genitori disperati pronti a sfrattare i propri figli disoccupati. I casi specifici sono tre e riguardano il tentativo di "cacciata" di due bambinoni di 38 e 39 anni che ancora non si sono decisi a trovare la propria indipendenza economica e quello, probabilmente ancora più particolare,di una "figlioletta" di appena 40 anni che, anticipando le istanze legali dei propri vecchi, ha voluto chiedere aiuto all'Adico per non essere sbattuta fuori di casa. I suoi genitori, infatti, si sono appellati all'articolo 342 bis del codice civile che, dopo varie integrazioni, oggi prevede anche l'allontanamento dei "bamboccioni" dall'appartamento dei propri cari.  Casi limite, certo, che però rischiano di diventare una drammatica consuetudine entro una decina d'anni.
Ma si tratta di veri e propri scansafatiche incapaci e parassiti che hanno deciso di vivere alle spalle dei genitori (oramai pensionati) per sempre o è soprattutto colpa della crisi? A tentare di dare una risposta è l'avvocato dell'Adico Andrea Campi:"Siamo in presenza di un fenomeno completamente nuovo determinato soprattutto della crisi economica. Il caso in questione riguarda una famiglia veneta con i genitori settantenni pensionati alle prese con una figlia che vive ancora con loro perché con un lavoro part-time non riesce a mantenersi. Nella stessa situazione ci sono migliaia di persone. In questa circostanza però la madre non ne può più. E i litigi con la figlia sono pressoché quotidiani. In un paio di occasioni sono intervenute anche le forze dell'ordine". A quanto sembra, poi, anche gli altri due "bamboccioni" di 38 e 39 anni versano nelle stesse condizioni di rottura insanabile con la propria famiglia. Entrambi ancora dipendenti dai gentiroi, infatti, non riescono a trovare un impiego ben remunerato per ottenere la tanto agognata indipendenza economica. Così, come spiega il presidente dell'Adico Carlo Garofolin riferendosi al 38enne con rischiesta di sfratto:"Il padre deve averlo rimproverato accusandolo di essere un buono a nulla. Il clima in casa è divenuto giorno dopo giorno sempre più pesante, finché i genitori hanno deciso di rivolgersi a noi per allontanarlo di casa. Ma la loro iniziativa serve a scuotere il figlio". Storia forse ancora più drammatica quella dell'altro uomo trascinato in tribunale:"Oggi è disoccupato e si è chiuso in se stesso, non reagisce più. È completamente a carico dei genitori che non sanno più che pesci pigliare. Sono storie della disperazione - osserva Garofolini - frutto della crisi economica che sta consumando".
E così, tra l'assistenzialismo a prescindere di certa sinistra e l'egoismo individualista di certa destra, situazioni simili sempre più frequenti non sembrano avere vie d'uscita. Il sistema economico-finanziario attuale fondato sulla speculazione estrema e sul debito perpetuo soprattutto delle nuove generazioni, divide e sfascia le famiglie; arricchendo sempre più chi è già ricco e privando del poco che c'era chi era già povero.

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di Germano Milite
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