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Aveva fatto un mese e mezzo di malattia

Venezia: aveva donato un rene, licenziata per troppe assenze

Il provvedimento comunicato con una telefonata

Venezia: aveva donato un rene, licenziata per troppe assenze
24/01/2011, 10:01

VENEZIA - Licenziata per aver donato un rene al fratello: questo il destino di una 50enne venziana, Francesca Scarpa. La donna nel novembre scorso ha accettato di aiutare il fratello Fabio, di un anno più giovane, che necessitava di un trapianto di rene. Quindi si è fatta operare e, seguendo le indicazioni dei medici, si è messa in malattia per due mesi, con il certificato medico di 15 giorni, regolarmente rinnovato dal suo medico di fiducia. La donna lavora presso la cooperativa Elleuno, che si occupa di assistenza domiciliare agli anziani, tramite l'agenzia interinale "Obiettivo lavoro", da un anno, scandito da contratti precari trimestrali, l'ultimo dei quali scadeva il 31 dicembre. Ai primi di gennaio Francesca ha telefonato alla società chiedendo un nuovo contratto (ovviamente trimestrale), ma specificando che per i primi 15 giorni non avrebbe potuto lavorare. Dopo un paio di giorni, sempre via telefono la risposta: non ci sarebbe stato alcun rinnovo del contratto. Conscia del fatto che il problema potessero essere le troppe assenze, Francesca ha proposto di rinunciare ai 15 giorni di malattie, a condizione di non dover fare lavori troppo pesanti; ma la società di lavoro interinale ha nuovamente risposto di no.
E così ora Francesca è senza lavoro, ma non è certamente in condizioni economiche così floride da poter vivere di rendita per il resto della sua vita. E si sa quanto è difficile trovare un altro lavoro di questi tempi. Ecco come, nell'Italia di oggi, viene ricompensata la generosità. Ed è anche facile immaginare, se i comportamenti sono questi, quale ricatto pesi sulla testa delle ragazze più giovani che vogliono fare un figlio.

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di Antonio Rispoli
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