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Nuovo episodio di razzismo contro una bambina africana

Venezia: "Quella bambina non mangia a scuola", ordina il sindaco


Venezia: 'Quella bambina non mangia a scuola', ordina il sindaco
04/02/2011, 15:02

FOSSALTA DI PIAVE (VENEZIA) - Ancora una volta un episodio in cui un sindaco leghista non trova nulla di meglio da fare che prendersela con una bambina. Il fatto avviene a Fossalta di Piave, comune in provincia di Vicenza, a guida leghista. La protagonista è una bambina di 4 anni, di nazionalità africana, terza di cinque figli. La madre è casalinga, il padre è quello che porta avanti la famiglia col suo lavoro. Poi la crisi economica che ha colpito anche il Veneto, fa sì che l'uomo venga licenziato e che, per trovare un altro lavoro vada in Belgio. Ma i soldi che arrivano in casa adesso sono pochissimi, per crescere 5 bambini, e quindi si devono fare molti sacrifici. E i 50 euro al mese, necessari per pagare la mensa alla bambina non ci sono. La soluzione la trovano le insegnanti: chi salta il pasto "perchè fa bene alla linea", chi si porta il panino, ognuna di loro a turno rinuncia al proprio pranzo per far mangiare la bambina. Tutto a posto? Assolutamente no. Perchè il sindaco Massimo Sensini, avvisato dalla direttrice Simonetta Murri, alla quale evidentemente la questione non piace, interviene. Con una lettera in cui sottolinea che "il personale della scuola non può cedere il proprio pasto senza incorrere in un danno erariale per il comune di Fossalta di Piave". La direttrice quindi stila un ordine di servizio nella quale aggiunge: "Se questo atteggiamento si ripeterà le responsabili saranno denunciate al provveditorato". Tradotto: le insegnanti che continuano a cedere il loro pasto sono delle ladre, che rubano i soldi dello Stato, e quindi rischiano sanzioni disciplinari. E quindi alla madre viene imposto di venire a scuola a prendere la figlia alle 12, mentre gli altri restano fino alle 16. Solo chi conosce i bambini di quell'età può vagamente immaginare le lacrime e il dolore di lasciare in anticipo tutti gli altri bambini tutti i giorni, rinunciare ai giochi e così via.
Non è la prima volta che per una questione di pochi euro, i sindaci leghisti se la prendono con i bambini, soprattutto se stranieri. Montecchio Maggiore (Vicenza), Adro (Brescia), Verona, ora Fossalta di Piave; e tanti altri di cui non si è parlato. Ma possibile che nei comuni più ricchi d'Italia non ci sono i fondi per mandare a scuola i bambini stranieri poveri?

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di Antonio Rispoli
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