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L'Enel smentisce il partito ambientalista

Verdi: "Ecco i siti dove sorgeranno le centrali nucleari"


Verdi: 'Ecco i siti dove sorgeranno le centrali nucleari'
08/12/2009, 17:12

ROMA - Il 12 maggio scorso, il Senato, stabilì l'inizio delle procedure necessarie per il ritorno del nucleare nel nostro paese. Secondo le direttive stabilite in quella data, entro sei mesi, si sarebbe dovuta preparare e consegnare una lista di siti all'interno dei quali installare le centrali.
Di mesi ne sono trascorsi 7 e, secondo i "Verdi", i luoghi d'installazione sarebbero già stati scelti e corrisponderebbero rispettivamente a:
- Montalto di Castro (Viterbo) 
- Borgo Sabotino (Latina)
- Garigliano (Caserta)
- Trino Vercellese (Vercelli )
- Caorso (Piacenza)
- Oristano, Palma (Agrigento )
- Monfalcone (Gorizia)

Di queste città, la prima dell'elenco, risultava già tra le candidate ancor prima che l'Italia decidesse di abbandonare l'energia atomica. Dall'Enel si tenta però la smentita spiegando che non è stato "inviato al governo alcun dossier che indica i siti per la realizzazione delle centrali nucleari in Italia" dato che "i siti saranno individuati solo successivamente alla definizione da parte dell'esecutivo e dell'Agenzia per la sicurezza nucleare dei criteri per la localizzazione".
Inoltre, l'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti, spiega che ad oggi il dossier è assolutamente top secret e che non ne svelerebbe il contenuto "nemmeno sotto tortura". Da ciò si deduce, dunque, che attualmente è impossibile avere notizie ufficiali (e quindi affidabili) riguardo la scelta dei siti dove costruire le nuove centrali e riattivare gli impianti pre-esistenti. Di certo, come lo stesso Conti sottolinea, si sa solo che, le nuove costruzioni, sorgeranno vicino a zone costiere e grandi fiumi; comunque lontane da agglomerati urbani ed industrie.
Ma i Verdi sembrano essere più che convinti di aver scoperto con assoluta esattezza i siti di costruzione e, attraverso il presidente Angelo Bonelli, fanno sapere che:""Le aree sono idonee secondo l'Enel perché vicine all'acqua, e come è noto le centrali necessitano di un gran quantitativo di acqua per funzionare".
"Noi Verdi avvieremo il presidio dei siti nucleari per dire no al nucleare e sì al solare -
prosegue poi Bonelli-. Visto che "Il governo sta spingendo l'Italia in una pericolosa avventura che porterà alla militarizzazione dei territori e a far aumentare la bolletta elettrica dei cittadini, perché i 20 miliardi di euro per la costruzione delle centrali li pagheranno gli italiani". Il Leader del partito ambientalista incalza e conclude con una dura critica diretta al presidente del Consiglio: "Berlusconi in Italia ammazza le energie rinnovabili e finanzia la speculazione del costoso nucleare. Daremo nel paese dura battaglia".

PER RICORDARE
Durante il referendumi dell'8 novembre 1987
, un anno dopo la spaventosa tragedia di Chernobyl, gli italiani dissero con decisione (e probabilmente paura) "no" al nucleare. Un no che è stato ribaltato durante l'assemblea di Palazzo Madama del maggio scorso. Il resoconto è noto: 142 favorevoli e 105 contrari (Pdl ed Udc dissero "si" e Pd ed Idv espressero la loro contrarietà). Con oltre 20 anni di ritardo, dopo che i limiti del nucleare sono saltati fuori anche in paesi come la Francia, dimostrando che il futuro risiede nell'utilizzo di altre energie rinnovabili e non nello sfruttamento del potere dell'atomo, l'approvazione degli articoli 14-15 e 16 del disegno di legge "Sviluppo ed energia" hanno conferito al governo la delega per ripristinare l'intera filiera di produzione dell'energia atomica. Nel febbraio scorso, Berlusconi e Sarkozy, hanno anche siglato un patto per la produzione di energia nucleare che coinvolse Edf ed Enel. Ma niente paura: per le popolazioni interessate all'opera di rinuclearizzazione, sono previste "misure compensative". Le stesse "misure compensative" che hanno portato i cugini Francesi a dover manomettere i risultati del monitoraggio della radioattività del territorio per non allarmare cittadini ed ambientalisti. Le stesse "misure compensative" che proteggeranno gli abitanti di città come Gricignano (CE) dalla possibilità che la camorra vinca le gare di appalto per la costruzione degli impianti (con conseguenti rischi di malcostruzione annessi e connessi). Del resto, specialmente qui in Campania, di rifiuti tossici nasosti nel terreno ce n'erano già pochi; no?

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di Germano Milite
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