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Fallita la società che stava facendo esami in proposito

Verrà messo all'asta il DNA di 15 mila sardi?


Verrà messo all'asta il DNA di 15 mila sardi?
09/03/2012, 09:03

CAGLIARI - Era il 2001 quando viene fondata la SharDna, una società incaricata di mappare il DNA dei sardi. L'idea era di approfittare del relativo isoldamento degli isolani per cercare di risalire nel tempo e studiare le interazioni in un ambiente chiuso o quasi. Per questo venne preso il Dna di 15 mila cittadini sardi, e su questo si erano cominciati gli studi.
Ma nel frattempo la SharDna era stata acquistata dalla Fondazione San Raffaele Monte Tabor; ed oggi che il San Raffaele è in fallimento, la piccola SharDna (una decina di dipendenti) sta per fare la stessa fine. Ma il punto è: cosa succederà ai 15 mila campioni che vengono tenuti congelati nell'elio liquido? Per le società farmaceutiche sarebbero oro, sia i campioni che gli studi effettuati. E il valore di quei campioni sarebbe elevato: si stima 4 milioni di euro.
Il problema è che non esiste alcuna legge che possa disciplinare l'uso di questi campioni, in Italia. Si tratta di un argomento mai toccato dai nostri legislatori. I sindaci e i 15 mila volontari, che hanno collaborato partecipando ad esami e prelievi, protestano e si oppongono a qualsiasi ipotesi di cessione di quei campioni. Ma legalmente cosa possono fare? Anche loro hanno le mani legate.

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di Antonio Rispoli
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