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50 PUNTI DI SUTURA PER UN BAMBINO DI 8 ANNI

VETRO IN FRANTUMI ALLA SCUOLA MATERNA DI CARTAROMANA


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VETRO IN FRANTUMI ALLA SCUOLA MATERNA DI CARTAROMANA
20/04/2013, 15:45

ISCHIA - Mercoledì 17 aprile 2013 presso la scuola elementare “Onofrio Buonocore” di Ischia Ponte si è registrato un pericolosissimo episodio di cronaca che poteva avere conseguenze a dir poco gravissime. Mancavano pochi minuti alle ore 17.00. Sembrava un pomeriggio come tanti. Gli alunni giocavano e chiacchieravano come sempre nel cortile della scuola in attesa del rientro in classe quando un bambino di otto anni è sbattuto con la mano contro un vetro della finestra della scuola materna. L’urto ha provocato la rottura del vetro e al bimbo, portato immediatamente in Ospedale, sono stati applicati ben cinquanta punti di sutura. Un’enormità di punti che dà il senso della profondità del taglio subito dal bambino e delle conseguenze ben più gravi a cui poteva andare incontro. Personalmente non conosco la dinamica dell’incidente ma la cosa grave è senz’altro rappresentata  dal fatto che il vetro di una finestra dell’asilo sia andata in frantumi.  Questo significa che quel vetro, e probabilmente anche gli altri presenti nelle aule della materna, non rispondeva alle norme sulla sicurezza che nei luoghi pubblici come sono le scuole, prevedono l’installazione di vetri che non si dividono in molteplici pezzi quando si spaccano. Vetri particolari che se si rompono, non abbandonano la loro sede rischiando di mettere in pericolo oggetti o persone vicine. Infatti il Decreto Ministeriale n. 115 del 17/3/95, che recepisce la direttiva 92/59 CEE, rende obbligatoria l’osservanza della normativa UNI 7697. Tale normativa al punto 7.2.1. specifica che: “in ambienti aperti al pubblico e/o adibiti ad attività sportive e/o frequentati da giovani, indipendentemente dall’altezza del suolo” si possono impiegare solo vetri di sicurezza e/o stratificati. Il Decreto Ministeriale n. 626 del 1994 rende obbligatoria l’osservanza del titolo II e più precisamente dell’articolo n. 7 al punto 6. Questo riporta chiaramente che “Le pareti trasparenti o traslucide, in particolare le pareti completamente vetrate, nei locali o nelle vicinanze dei posti di lavoro e delle vie di circolazione, devono essere chiaramente segnalate e costituite da materiali di sicurezza ovvero essere separate dai posti di lavoro e dalle vie di circolazione succitati, in modo tale che i lavoratori non possono entrare in contatto con le pareti, né essere feriti qualora esse vadano in frantumi”. E in questo caso gli alunni sono equiparati ai lavoratori. Dopo il drammatico episodio verificatosi alla scuola elementare di Cartaromana, l’Amministrazione di Ischia guidata dal Sindaco Giuseppe Ferrandino si degnerà di far collocare, lì dove necessario, vetri di sicurezza o stratificati o neppure il grave ferimento di un bambino servirà a sensibilizzare una compagine amministrativa lontana anni luce dai problemi della cittadinanza? Cittadinanza, è sempre bene ricordarlo, che ha dimostrato di meritare di essere disamministrata da un’amministrazione come quella in carica visto che è stata votata da oltre il settanta per cento degli elettori. Personalmente, come Consigliere di circolo, nelle prossime ore presenterò un esposto dettagliato all’Ufficio Tecnico, al Sindaco Ferrandino e alla Direzione scolastica in cui chiederò l’immediata verifica di tutti i vetri presenti nelle scuole del Circolo Didattico Ischia 2 e anche di tutte le scuole comunali presenti sul territorio e la sostituzione, ad horas, delle vetrate non a norma. Dopo un fatto così grave Ciro Cenatiempo,Presidente del Consiglio di Circolo, senta l’obbligo morale, ancor prima che istituzionale, di indire immediatamente, e senza bisogno di ulteriori solleciti, un Consiglio di circolo ad hoc sulla questione sicurezza. Ai tanti genitori che preoccupatissimi commentavano il ferimento del bambino alla scuola “Onofrio Buonocore” ho detto e ripeto che solo una forte mobilitazione popolare potrebbe costringere l’Amministrazione comunale di Ischia ad adoperarsi affinché finalmente i nostri figli possano recarsi a studiare in scuole a norma e sicure. E visto che per lo mezzo c’è l’incolumità dei nostri bambini, voglio augurarmi che le mamme e i papà ischitani tirino fuori l’orgoglio necessario a difesa dei supremi interessi dei propri figli.
 

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di Redazione
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