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Individuati circa 3 metri cubi di cocci sul fondale

Vetro smaltito in mare a Capri, ristoratore arrestato


Vetro smaltito in mare a Capri, ristoratore arrestato
20/08/2009, 15:08

L’isola azzurra torna a far parlare di sé, ancora una volta per lo sversamento illegale di rifiuti in mare. Carlo De Martino, 76 anni, noto ristoratore di Capri, ed un suo dipendente, il 41enne cingalese Fernando Warnakulasuriya Jude Kumar, sono stati arrestati per il reato di deturpamento di bellezze naturali e illecito smaltimento di rifiuti speciali in zona sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico. Il proprietario ed il dipendente del celebre ristorante “Bagni di Tiberio” sono stati sorpresi dai carabinieri in località “Marina Grande – Bagni di Tiberio” mentre, a bordo di un gozzo di 7 metri di proprietà di De Martino, gettavano in mare rifiuti speciali nello specchio d’acqua antistante il locale. I militari hanno accertato che il ristoratore aveva trovato un sistema singolare ed originale per liberarsi del vetro utilizzato all’interno del ristorante, che dovrebbe essere smaltito come rifiuto speciale: le bottiglie venivano infatti mandate in frantumi lanciandole contro la scogliera, e lasciando che i cocci si depositassero poi sul fondo, ad una profondità di circa tre metri. I successivi rilievi dei carabinieri, con opportune riprese subacquee, hanno permesso di appurare che su quel tratto di fondale si erano depositati almeno altri tre metri cubi di vetro di bottiglie, sversate in altre occasioni. Il gozzo è stato sequestrato e il vetro rinvenuto sull’imbarcazione immesso nel ciclo di raccolta differenziata dei rifiuti del Comune di Capri. Il ristoratore ed il dipendente sono in attesa di rito direttissimo, previsto in mattinata presso il Tribunale di Napoli.
Soltanto due giorni fa due dipendenti di una ditta di espurghi di Castellammare di Stabia erano stati arrestati ad Anacapri, mentre svuotavano in mare, tramite un tubo di gomma, il contenuto di un autobotte da 5mila litri. Le indagini dei carabinieri sono ancora in corso per capire se si sia trattato di un caso isolato o se i due avessero escogitato quel sistema per effettuare, con lo stesso mezzo, diversi carichi ad Anacapri, ritornando poi sulla terraferma col l’autobotte piene degli espurghi relativi all’ultimo viaggio, mentre quelli dei precedenti finivano sistematicamente in mare.
 

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di Nico Falco
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