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Via Poma: il fidanzato di Simonetta rischia il processo


Via Poma: il fidanzato di Simonetta rischia il processo
19/04/2009, 09:04

Sembrava ormai destinato a rimanere un caso irrisolto l’omicidio di Simonetta Cesaroni, la giovane impiegata di un'associazione di ostelli per la gioventù uccisa con 30 coltellate in un ufficio di via Carlo Poma, nella Capitale, in circostanze mai chiarite. A quasi 19 anni dalla morte dellagiovane, la procura annuncia di avere elementi per chiedere il rinvio a giudizio di Raniero Busco, 44 anni, l'allora fidanzato di Simonetta, e per questo ha chiuso le indagini e depositato gli atti in base a quanto previsto dall'articolo 415 bis del codice di procedura penale, la prassi che anticipa la richiesta al gup di processare l'indagato. Non c’è per il momento alcun presupposto per un eventuale misura cautelare nei confronti di Busco, il quale, entro 20 giorni, dovrà cercare di persuadere il procuratore Giovanni Ferrara e il sostituto Ilaria Calò circa la sua estraneità ai fatti. Omicidio volontario è il reato per il quale rischia di finire sotto processo, in seguito agliesiti delle consulenze svolte dopo l'accelerazione impressa alle indagini dalle nuove tecniche investigative, specie quelle riguardanti i test di rilevazione delle tracce biologiche e di analisi di quelle ematiche. L'ultima ha stabilito che il morso trovato sul seno sinistro di Simonetta e lasciato, secondo gli esperti, al momento dell'omicidio, è compatibile con l'arcata dentale di Busco. Per la procura non va inoltre sottovalutata l'analisi del Dna di una traccia di sangue commisto trovata sulla porta dell'appartamento dove fu massacrata Simonetta che, per gli esperti, non permette di "escludere né di confermare la presenza del materiale genetico di Raniero Busco".

 
 

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di Redazione
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