Cronaca / Sesso

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Arrivano per un lavoro, trovano la strada

Viaggio nel mondo della prostituzione napoletana


Viaggio nel mondo della prostituzione napoletana
09/02/2009, 18:02

Il percorso è quasi sempre lo stesso. Ragazze molto spesso minorenni, in fuga da posti perennemente in guerra o devastati dalla fame, in cerca di un “paese dei balocchi” le cui meraviglie non possono lasciare indifferenti. Il passo successivo è quello di organizzare il viaggio per trasportare le ragazze, che ormai non desiderano altro che arrivare in Italia, dove le attende un futuro felice con un lavoro regolare.


Il prezzo della speranza

Il prezzo? A volte può arrivare anche a cinquantamila euro, ovviamente da restituire in comode rate, sottratte dallo stipendio. Troppo bello per essere vero. Infatti non lo è. Il “lavoro regolare”, le ragazze lo capiscono quando ormai è troppo tardi, è la prostituzione. Il debito, invece, è vero: e devono restituirlo se non vogliono incorrere in problemi. Conseguenze che possono variare a seconda dell’organizzazione che si è occupata del tutto: punizioni corporali violentissime per il giro delle ragazze dell’est, crudeli riti voodoo per le africane. 


I numeri

Si stima che siano oltre quattromila quelle arrivate dall’est Europa, un terzo albanesi. Quasi il triplo quelle invece arrivate dall’africa, oltre la metà delle quali sono nigeriane. I loro documenti finiscono quasi sempre in mano a chi le controlla, come pegno: lo riavranno soltanto a debito saldato. I guadagni, o perlomeno la maggior parte dei soldi, finiscono nelle mani dei protettori, ma anche in questo c’è una differenza: se per le ragazze dell’est c’è una “rata fissa”, pena ritorsioni, per le ragazze africane l’organizzazione è più flessibile. Nel caso non si raggiungesse la “rata”, il guadagno viene egualmente sottratto, ma non scalato dal debito.


Le zone

Anche le zone sono ben distinte, a seconda dell’organizzazione che è riuscita a prenderne possesso e, di conseguenza, dell’ “offerta” che vi si può trovare. Ad Agnano e Fuorigrotta ci sono le africane, quasi tutte provenienti dalla Nigeria. Aspettano i clienti al semaforo, attirando la loro attenzione quando si fermano. Si avvicinano all’automobile, talvolta vi entrano direttamente, continuando a proporsi ed a offrire “sconti” in caso di diniego. La zona di Piazza Garibaldi e dei vicoli circostanti, invece, si conferma la più polietnica anche in questo. Sudamericane, africane, ma anche ragazze “bianche”, talvolta napoletane. Di rado si vede qualche ragazza proveniente dall’est Europa. A qualche incrocio, veri e propri gruppetti di quattro, cinque prostitute dall’accento sudamericano. Sono transessuali. Parlano, si siedono sul cofano di un’auto, con disinvoltura una di loro va a prelevare dal bancomat. È la loro zona, quella. Le ragazze dell’est, moldave, albanesi, ucraine e bulgare sono altrove, nelle zone periferiche. Si contendono pezzi di marciapiedi nei pressi di Licola e di Giugliano, o a limite poco dopo Gianturco.


Le tariffe

Le “tariffe” restano diversificate. Intorno ai trenta euro per le ragazze provenienti dall’est europa, per ridursi drasticamente, fino a quindici euro o meno, per le africane. Per farlo senza protezioni spesso basta aggiungere qualche euro in più. Decisamente più care le italiane, finite sulla strada per propria scelta o per necessità, che ben conoscono i rischi ai quali vanno ad esporsi.


Dalla strada agli appartamenti

Negli ultimi anni il fenomeno della prostituzione pare avere avuto un ridimensionamento, ma nel concreto la realtà è ben diversa: è vero che di ragazze in strada ce ne sono di meno, ma spesso a questa scomparsa corrisponde solo un cambio del “posto di lavoro”. Un appartamento invece del marciapiedi, dove sono meno facilmente rintracciabili. È il caso, per esempio, delle prostitute cinesi, che lavorano soltanto con loro connazionali ed all’interno di abitazioni.


Prostituzione minorile

Paragrafo a parte, quello della prostituzione minorile, quasi totalmente riguardante ragazzi maschi. Sono per la maggior parte bambini rom, i più “anziani” sono sulla soglia dei quattordici anni. Una delle loro “zone” è quella del centro direzionale di Napoli, dove di notte, con gli uffici vuoti, le strade diventano soltanto di passaggio. Li sorvegliano le “ronde”, in automobile o in motocicletta, che con i pattugliamenti della zona controllano che tutto vada per il verso giusto. I ragazzini aspettano agli angoli delle strade, parlottando tra di loro, fin quando qualcuno non li raggiunge. Si tratta, si potrebbe dire esclusivamente, di clienti maschi. Pochi minuti dopo il ragazzino è ancora lì, in attesa della prossima automobile.


Domani un altro capitolo del 'viaggio', incentrato sulla prostituzione minorile che avviene sotto gli occhi di tutti, ma che spesso si preferisce non vedere

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di Nico Falco
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