Cronaca / Soldi

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Tutte figlie di ricchi:"La paghetta non bastava"

Vicenza: ragazzine rubavano i gioelli dei genitori per comprare vestiti alla moda


Vicenza: ragazzine rubavano i gioelli dei genitori per comprare vestiti alla moda
28/03/2010, 18:03

VICENZA - Poco più di un anno di "attività" e diverse decine di migliaia di euro in gioelli spariti da portagioie e casseforti: 5 ragazzine della Vicenza bene hanno letteralmente derubato i propri genitori (tutti ricchi imprenditori e professionisti benestanti) per poter "arrotondare" la comunque già corposa paghetta e poter acquistare borse di marca, occhiali da sole costosi, vestiti griffati e ricariche del cellulare.
Un delirio consumista schiavo del capriccio che è stato scoperto solo da due degli 8 malcapitati genitori. I furti sono infatti cessati grazie alla famiglia più "povera" che, non avendo gioielli in quantità esorbitanti come le altre tre spropositamente ricche, aveva in un primo momento pensato che fosse la colf filippina a fare incetta di preziosi. La denuncia involontaria verso le minorenni è scattata proprio perchè, un noto imprenditore vicentino con attico proprio nel centro della città, qualche settimana fa si è recato in questura: dalla camera da letto sparivano continuamente anelli, braccialetti di grande valore e solitari della moglie. Il sospetto ricadeva sulla domestica straniera.
Dopo le prime indagini e i controlli, però, la donna è stata scagionata e i sospetti sono caduti sull'amata figlioletta. Nonostante l'allontanamento momentaneo della signora, infatti, i furti continuavano. La ragazzina, 16 anni, non aveva mai causato problemi ai genitori e rappresentava il classico stereotipo di bambina ricca cresciuta a pane e vizi. Pedinata dalle autorità, è stata dunque sorpresa mentre portava alcuni gioielli da un "Compro oro" del centro città. Presa con le mani nel sacco, o meglio, nel negozio, la ragazza è stata interrogata ed ha confessato quasi subito:"Sì, lo faccio da tempo. Sono andata in quel negozio perché mi ha accompagnata un'amica, che mi ha consigliato questo sistema per avere qualche soldo in più per me".
Una ad una sono così state identifcate le altre 4 ragazze con il vizio del "riciclo dei gioielli di mamma". Le cinque avevano venduto rolex ed anelli che, oltre al grande valore economico, nascondevano probabilmente anche un forte valore affettivo. Tra i preziosi venduti, infatti, sono stati ritrovati un paio di orecchini che il nonno aveva regalato alla nonna negli anni 70 (costato all'epoca 36 milioni di lire) e l'anello di fidanzamento di due dei genitori derubati. Le adolescenti, tutte minorenni eccetto una che ha appena compiuto 18 anni, non hanno ricevuto ceffoni dai genitori ma solo accesi rimproveri.
Sicuramente poco decorosa, anche se non perseguibile, la condotta del negoziante. Il titolare dell'esercizio "Compro oro", infatti, ha confessato di aver pagato alle ragazzine solo la metà dell'effettivo valore dei vari gioielli da acquistati. Un triste caso di sperpero, materialismo e furberia che si è consumato nel pieno centro di Vicenza. Di sicuro, comunque, per le cinque "ladruncole" non ci saranno conseguenze particolari. Sebbene siano state segnalate alla procura dei minori, infatti, senza una formale denuncia da parte dei genitori non si potrà prendere alcun provvedimento. Inutile precisare, ovviamente, che tale denuncia non arriverà mai; proprio come la giusta punizione che ci vorrebbe in questi casi.

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di Germano Milite
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