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Vico Equense, Cittadinanza Onoraria ad Aldo Pace


Vico Equense, Cittadinanza Onoraria ad Aldo Pace
26/11/2009, 13:11


VICO EQUENSE - E’ il direttore generale dell’Istituto Banco di Napoli – Fondazione, vive a Napoli ma è particolarmente legato a Vico Equense e lo ha dimostrato attraverso le numerose iniziative che in questi anni hanno rilanciato l’immagine della città e non solo. Si tratta di Aldo Pace, uomo di grande cultura e talento imprenditoriale che per un lungo periodo ha vissuto a Vico Equense e diretto la filiale Banco di Napoli della città. E’ una persona che a Vico Equense ha regalato il suo cuore e che ha messo in questo territorio radici molto forti. Uno dei suoi figli ha sposato una imprenditrice locale dal quale matrimonio sono nate due bambine. “Amo Vico Equense – afferma Aldo Pace - e sono convinto che ha le potenzialità per diventare una delle più prestigiose città della Campania, in termini turistici, culturali e naturalistici”. E’ a quest’uomo che l’Amministrazione comunale ha deciso di conferire la Cittadinanza onoraria e lo farà con una cerimonia che si terrà sabato 28 novembre, ore 11,00, presso il Castello Giusso, a cui, oltre alle autorità locali, parteciperà una delegazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’Istituto Banco di Napoli – Fondazione ha patrocinato iniziative quali il Premio Capo d’Orlando, le Pacchianelle, il convegno Gaetano Filangieri e si è sempre preoccupato di incentivare percorsi culturali di livello molto alto.
Aldo Pace, negli ultimi anni è stato insignito delle seguenti onorificenze: Decorazione “Stella al Merito del Lavoro”con il titolo di “Maestro del Lavoro”, Cavaliere dell’Ordine della Repubblica Italiana, Gr.Uff. dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Cav. Ufficiale dell’Ordine della Repubblica Italiana.
Ha vissuto alcuni anni in Argentina dove ha riorganizzato le cinque Filiali argentine del Banco di Napoli (Buenos Aires, Ciudadela, Callao, Boca, Vincent Lopez), sia dal punto di vista amministrativo che contabile con apposite analisi organizzative. Ha tenuto, tra l'altro, dei corsi in lingua locale su materie inerenti l'attività bancaria per ampliare la preparazione professionale del personale direttivo argentino, al fine di sviluppare la capacità di gestione. E’ stato anche membro di rilievo della collettività Italiana, ha collaborato a preparare i cittadini di origine italiana ai principi della democrazia con appositi corsi, in vista delle prime elezioni democratiche, dopo la nota e lunga dittatura, per eleggere i Comitati Consolari Italiani, ai sensi della legge italiana del maggio 1985 che istituì i “Coemit”. Detti comitati erano costituiti da 28 membri, da eleggere nell’ambito della predetta collettività, che si dovevano affiancare ai vari Consoli Generali per gestire gli italiani all’estero. Tale attività è stata molto impegnativa tenuto conto che oltre il 60% della popolazione era di sangue italiano. Inoltre, questa faceva parte di un informale processo di democratizzazione dell’Argentina portato avanti dai patronati ed associazioni italiane, in collaborazione con altri organismi europei tra cui la Fondazione Tedesca Adenauer.

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di Redazione
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