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Maroni: discorso offensivo. Lo scrittore: solo la verità

Vieni via con me, è polemica per il monologo di Saviano


Vieni via con me, è polemica per il monologo di Saviano
16/11/2010, 20:11

MILANO - Tanto tuonò che piovve. Di sicuro col suo monologo Roberto Saviano è riuscito a centrare l’obiettivo: gettare il classico sasso nello stagno per smuovere le torbide acque che da troppo tempo ormai nascondono rapporti e commistioni tra ‘ndrangheta, imprenditoria e classe dirigente del nord Italia. E con molta probabilità, lo scrittore di Gomorra sapeva che oltre a tenere incollati davanti alla tv ben nove milioni di italiani (“Vieni via con me” ha superato il 30% di share) avrebbe scatenato le reazioni della Lega nord. Roberto Maroni non si lascia sfuggire l’occasione per commentare quello che a suo dire è stato un discorso animato “da un evidente pregiudizio” nei confronti del Carroccio. “Come ministro e ancora di più come leghista – sottolinea – mi sento offeso e indignato dalle parole infamanti di Roberto Saviano". Il ministro furioso chiede poi alla Rai uno spazio per replicare e l'intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ma viale Mazzini risponde picche: “Può replicare altrove”, la secca risposta della rete.
Anche Saviano ribatte stretto giro alle parole del titolare del Viminale. E si dice “stupito e allarmato dalle parole del ministro Maroni”: Non capisco di quali infamie parli – replica lo scrittore casertano – Temo che abbia visto un'altra trasmissione. Lo invito a rivederla e riascoltarla: io ho parlato solo di fatti, frutto di un'inchiesta giudiziaria dell'Antimafia di Milano e Reggio Calabria sul nuovo assetto della 'ndrangheta e sulla sua presenza culturale, politica ed economica in Lombardia. Fatti che - conclude Saviano - dovrebbero preoccupare il ministro dell'Interno invece di spingerlo ad accusare chi li denuncia”.
Il fuoco della polemica scalda ancora Vieni via con me, e non è Saviano l’unica scintilla ad innescare le fiamme su Rai Tre. Sotto accusa, da parte del Pdl, anche la presenza di Gianfranco Fini e Pierluigi Bersani, che hanno letto un elenco dei valori della destra e della sinistra. Sarcastica la replica di Farefuturo: il Pdl voleva forse un Fini barzellettiere? Riferimenti a persone e/o fatti realmente accaduti sono puramente voluti.
Saviano nella sua orazione aveva detto, fra l'altro, che la criminalità abilmente “cerca l'appoggio della Lega” e citato alcune frasi dell'ideologo del Carroccio Gianfranco Miglio. “Ho chiesto al cda della Rai il diritto di replica alle incredibili accuse lanciate da Roberto Saviano - ha continuato Maroni - Vorrei un faccia a faccia con lui per vedere se ha il coraggio di dire quelle cose guardandomi negli occhi”. “Chiedo risposta - ha spiegato il ministro - anche a nome dei milioni di leghisti che si sono sentiti indignati dalle insinuazioni gravissime di Saviano e quindi auspico che mi venga concesso lo stesso palcoscenico per replicare ad accuse così infamanti che devono essere smentite”. “Non c'è neanche bisogno - ha proseguito Maroni - di replicare ora nel merito, ma chi ha sentito ieri sera Saviano parlare senza contraddittorio potrebbe essere indotto a pensare che in quelle parole c'è qualcosa di vero e siccome non è così voglio poter replicare a quelle stupidaggini”. Se l'invito della Rai non arriverà, ha sottolineato Maroni, “sarà dimostrata a tutti che quella è una trasmissione contro la Lega e che la democrazia è un optional. Chiunque ha diritto di replicare, altrimenti vuol dire che siamo tornati al tribunale della Santa Inquisizione. Non credo - ha aggiunto - che alla Rai si sia arrivati a questo punto, ma non mi stupirei di nulla. Attendo risposta”.
Replica immediata, di sicuro non gradita al ministro: “Maroni è un ministro della Repubblica e ha disposizione telegiornali e altri programmi di approfondimento politico per replicare. Il nostro è una programma culturale, dove i politici vengono solo se sono funzionali al racconto delle puntate”, ha replicato il capostruttura di Raitre e responsabile di Vieni via con me, Loris Mazzetti. “Se poi abbiamo insultato qualcuno o detto cose non vere, c'è sempre la magistratura a cui rivolgersi”. “Giro al Presidente della Repubblica e ai presidenti di Camera e Senato la questione, se la Rai deciderà di negarmi il diritto di replica a Saviano”, ha poi aggiunto il ministro dell'Interno. “Chiederò al Presidente della Repubblica - ha aggiunto Maroni - se una accusa così infamante sia compatibile con una funzione come quella di ministro dell'Interno che sto sostenendo”.
“Mi auguro che prevalga il senso di responsabilità da parte della Rai, ho sentito che i responsabili forse non mi consentiranno il diritto di replica a Saviano. Saremmo di fronte alla nuova inquisizione, dove un partito viene condannato senza possibilità di difendersi. Alla faccia del servizio pubblico!”, ha risposto Maroni intervenendo in diretta a Radio Padania.
Di Vieni via con me giovedì prossimo si occuperà la Commissione di Vigilanza, dove sarà ascoltato tutto il consiglio di amministrazione della Rai, compreso il presidente Paolo Garimberti. In una seduta successiva, forse martedì della prossima settimana, sarà ascoltato anche il direttore generale Mauro Masi. In discussione ci saranno tutti i temi di attualità che coinvolgono la tv pubblica, comprese le ultime polemiche sulla trasmissione di Fazio e Saviano.

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di Davide Gambardella
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