Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

I tagli del ministro Cancellieri colpiscono l'ex ministro

Villa Calderoli: via la scorta da 450 mila euro l'anno

Era formata da 8 uomini tra agenti e militari

Villa Calderoli: via la scorta da 450 mila euro l'anno
20/08/2012, 14:19

A volte la scure dell'amministrazione pubblica becca anche i politici. Non è facile poter assistere all'eliminazione di alcuni privilegi, ma di tanto in tanto accade anche questo in Italia. Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri aveva annunciato tagli a Ferragosto e così è stato. Nella spending review è finita anche la scorta dell'ex ministro leghista Roberto Calderoli, che vegliava giorno e notte la villa sui colli di Mozzo, zona residenziale alle porte di Bergamo. Si trattava di una scorta formata da 8 uomini tra  poliziotti, carabinieri e finanzieri ed è costata in 2 anni ben 900 mila euro. Erano suddivisi in coppie su quattro turni di 6 ore ciascuno per coprire tutte le 24 ore e la scorta era di vedetta anche quando nella villa non c'era nessuno.
Calderoli ha appreso la notizia e ha reagito con ironia: "Sono tornato un uomo libero. A tutti è stato abbassato di un grado il livello di sicurezza e trovo che sia giusto". Poi però ha aggiunto: "Provo ancora qualche preoccupazione. Potrebbe arrivare qui un kamikaze e farsi saltare in aria, come a Milano nel 2009". Dal 13 agosto il presidio fisso davanti villa Calderoli ha tolto le tende. Se gli 8 uomini di scorta alla villa nel bergamasco sono andati via, a Calderoli sono rimasti altri 4 uomini a Roma e 4 a Bergamo. Si tratta della sua scorta personale. "La decisione di togliere il presidio fisso non arriva per le polemiche sulla scorta fatte dal presidente della Camera Fini - ha spiegato Calderoli -, ma è stata concordata una decina di giorni fa dal Comitato provinciale per la sicurezza. Quanto alla mia scorta personale, a Roma ne ho una e a Bergamo due, ma non so se anche qui ci saranno tagli".
Il presidio fisso era stato disposto dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica di Bergamo, dopo che Calderoli era entrato nel mirino degli estremisti islamici, quando nel 2006 aveva 'sfoggiato' in televisione la maglietta con la caricatura di Maometto.
La decisione del Viminale è stata accolta con approvazione dai sindacati di polizia: "Abbiamo vinto una battaglia. La decisione di togliere il presidio fisso non può che lasciarci soddisfatti. Per mesi con i colleghi dell'Ugl ci siamo battuti perché questo spreco di risorse venisse eliminato". Anche il sindacato Ugl polizia di Stato della provincia di Bergamo ha espresso la stessa soddisfazione: "Siamo fiduciosi che anche a livello centrale l'amministrazione abbia iniziato a rivedere i servizi di tutela e scorta alle personalità senza naturalmente mettere a repentaglio l'incolumità e la sicurezza di quanti sono effettivamente a rischio".

Commenta Stampa
di Emanuele De Lucia
Riproduzione riservata ©