Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

"Attendibili" le dichiarazioni delle parti offese

Violenze sessuali: il pm chiede 5 anni per Corrado Gabriele

Dai testi "fasulli" alle accuse: i retroscena dell'inchiesta

Violenze sessuali: il pm chiede 5 anni per Corrado Gabriele
07/04/2011, 16:04

NAPOLI – Il pm Giuseppina Loreto ha chiesto cinque anni e nove mesi di reclusione per il consigliere regionale Pd Corrado Gabriele. L’accusa è di violenza sessuale ai danni delle due figlie dell’ex compagna: nel corso della requisitoria, nell’ambito del procedimento penale che vede imputato l’ex assessore per i fatti che risalgono al 1999 ed al 2005, è stata formulata la richiesta di carcerazione.
Secondo il pubblico ministero, che ha seguito tutto l’iter processuale, la condanna per l’imputato è motivata dall’attendibilità delle parti offese che, nel corso del processo, non si sono mai contraddette. La prossima udienza fissata per il 28 aprile dovrebbe dunque coincidere con l’emissione della sentenza di primo grado.
Vicenda, quella dell’ex assessore regionale della Giunta Bassolino, che JulieNews ha seguito sin dagli albori, quando segnalò che alcuni testi utilizzati da parte di Gabriele erano inattendibili, in quanto “pescati” dal cilindro del bassoliniano. Circostanza che balzò subito agli occhi del pm Loreto, che smontò la difesa dell’imputato. Ma procediamo per ordine.
Nell’udienza del 15 aprile 2010, l’ex assessore presentò due testimoni “d’eccezione” per tentare una disperata difesa dalle pesanti accuse. Gabriele in particolare presentò all’attenzione del Pm Giuseppina Loreto il signor Paolo Monaco insegnante di scuola elementare e titolare del 28° circolo didattico di Chiaiano ma soprattutto, dal 2005, distaccato proprio presso L’Assessorato Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione. Un passo, quello da Chiaiano direttamente all’ufficio politico, che suscitò non pochi sospetti.
Il secondo testimone sul quale Gabriele tentò di fare affidamento si chiama Vincenzo Vanacore e rappresenta probabilmente un intreccio di interessi contrastanti ancora più plateale di quello precedentemente raccontato. Vanacore, difatti, è presidente de "L'uomo e il legno"; una cooperativa sociale che si occupa di disagio giovanile e reinserimento lavorativo ed è stato compagno di partito dell’attuale consigliere regionale fin da prima del 1995. In più, sempre a Vanacore, nel 2008 sono stati affidati cinque progetti finanziati proprio dall’Assessorato al Lavoro. In quell’occasione, come ha tenuto a precisare il teste, c’era però un ente che riceveva direttamente i fondi regionali e, successivamente, ne smistava una parte alle associazioni che venivano scelte per rendere esecutivi i bandi vinti. In particolare si trattava dell’Università Popolare di Napoli che, in tutti e cinque i progetti, ha ritenuto opportuno affidare all’ex compagno di partito di Gabriele lo svolgimento dei vari programmi (tra gli altri:”Adesso danziamo insieme“, “Teatro che passione“ e “Coloriamo il Carcere“). La domanda più che lecita che balenò nella mente di molti fu la seguente: può un assessore utilizzare il suo potere politico per manipolare una vicenda giudiziaria così ingarbugliata?
Molestie sessuali con aggravanti tra cui l’aver agito con l’abuso del rapporto di coabitazione e, non ultima, la minore età all’epoca di una delle due presunte vittime: questi i gravi capi d’imputazione per Gabriele. “Una requisitoria che conferma – spiegano dallo studio Coccia, costituito parte civile nel procedimento in favore delle presunte vittime – la battaglia che sin qui abbiamo condotto. D’altra parte crediamo che questo processo possa essere esempio di ciò che si nasconde anche dietro le migliori famiglie. E come, talvolta, quello che si dice di pensare non corrisponde a ciò che si fa. Immaginiamo, infatti, che in caso l’ affermazione della condanna sarà un’ulteriore affermazione della donna”.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©