Cronaca / Giudiziaria

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Il capomafia accusa la banda Brancaleone

Virga dichiara la sua innocenza sull’omicidio di Rostagno


Virga dichiara la sua innocenza sull’omicidio di Rostagno
17/07/2013, 13:31

TRAPANI- Il capomafia di Trapani Vincenzo Virga, questa mattina nell'aula bunker della Corte di Assise di Trapani, ha reso dichiarazioni spontanee al processo che lo vede imputato quale presunto mandante per l'omicidio del sociologo e giornalista Mauro Rostagno, assassinato il 26 settembre1988 in contrada Lenzi, a Valderice.

“Signor presidente, lei sa che qualsiasi sia il verdetto di questa Corte, a me non cambia la vita neppure di un giorno perche' il mio destino e' ormai segnato. Pero' le dico che io sono innocente e non so chi abbia ucciso il dottor Ristagno” dichiara Virga che, rivolgendosi al Presidente della Corte Angelo Pellino, collegato in video conferenza dal carcere di Parma dove il capomafia è recluso, aggiunge: “Chi ha ucciso Rostagno ha lasciato la firma: a mio avviso e' stata una 'banda Brancaleone'. Le valutazioni non spettano a me, e mi scuso. Io sono del luogo e conosco tutte le strade, e per un eventuale agguato non avrei scelto un tratto di strada che e' un budello dove non passano neppure due auto”. “Solo una 'banda Brancaleone' - ha insistito - avrebbe potuto scegliere quel posto”.

In effetti secondo quanto spiega Virga, fornendo una descrizione minuziosa delle strade, Rostagno poteva scegliere tre percorsi per dirigersi dalla sede dell'emittente televisiva Rtc, dove il giornalista lavorava, alla comunita' terapeutica Saman da lui fondata.

Virga ha poi passato in rassegna le dichiarazioni rese da alcuni collaboratori mettendo in luce quelle che ha definito delle “contraddizioni”: “Il collaboratore Angelo Siino ha riferito nella sua deposizione in aula di avere ricevuto da Francesco Messina Denaro, padre del latitante di Castelvetrano Matteo, l'incarico di parlare con Puccio Burgarella, editore Rtc,  perche' parlasse a sua volta con Rostagno per non farlo straparlare. Siino disse di aver detto a Burgarella: ‘senno' ci rompo le corna a Ristagno’ Io non voglio fare valutazioni - ha aggiunto - ma ero in buoni rapporti con Burgarella, ero stato piu' volte nella sua proprieta'. Se e' vero che sono il capomandamento di Trapani come sostengono i collaboratori di giustizia, perche' allora Messina Denaro non lo chiedeva a me invece di chiederlo a Siino? Tra l'altro Messina Denaro avrebbe dovuto sapere che ero amico di Burgarella".

Virga ha anche evidenziato che “Siino ha riferito di aver sentito parlare di Rostagno in una riunione.
  Ma se e' vero che io ero il capomandamento di Trapani, avrebbero parlato di Rostagno, che era a Trapani, in mia assenza?”. E ha concluso: “Presidente, non le faccio perdere altro tempo”.

 

 

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di Flavia Stefanelli
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