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Vomero: e' caos parcheggi


Vomero: e' caos parcheggi
17/01/2010, 11:01

NAPOLI - L’ennesima polemica scoppiata in questi giorni per la realizzazione di un parcheggio privato in una delle più belle zone del quartiere collinare del capoluogo partenopeo, al Vomero, in via Annibale Caccavello, a pochi passi dal polo museale di San Martino, dove ancora resiste qualche residuato di verde pubblico che ricorda i trascorsi agricoli del quartiere collinare, cementificato, nella quasi totalità, con punte più o meno eclatanti a partire dagli anni ’60 del secolo scorso, crea l’opportunità di evidenziare alcune delle cause che hanno prodotto l’attuale situazione. Innanzitutto va ricordato che gli edifici sorti a partire dalla metà del secolo scorso, laddove pure prevedevano locali cantinati, non sono stati poi dotati di parcheggi pertinenziali, dal momento che tali cantinati erano per lo più destinati ad attività commerciali, se non, in qualche caso, a civili abitazioni. Peraltro ogni famiglia vomerese è oggi dotata di almeno un’autovettura, in molti casi addirittura due. Considerando che attualmente gli abitanti di questo fazzoletto di Napoli, dell’estensione di poco più di 2 chilometri quadrati, sono circa 48mila, è ragionevole prospettare che le autovetture dei soli residenti si attestino intorno alle 20mila unità. A disposizione, per la sosta, le poche migliaia di stalli realizzati sulle carreggiate con le strisce blu, da condividere, però, con i non residenti. Da qui la grande “fame” di parcheggi residenziali, che va a sommarsi a quella per parcheggi d’interscambio, come quello atteso da oltre un quarto di secolo, e non ancora realizzato, nell’area sottostante i viadotti della tangenziale in via Cilea. In tale contesto, i pochi garage privati la fanno da padrone, utilizzati sia per la sosta stanziale dei residenti sia per la sosta oraria. Quale sia il giro d’affari che ruota intorno a queste attività, lo si può ipotizzare partendo dal dato che per la sosta di un auto il costo ad ora si aggira oggi mediamente intorno ai 4 euro, con punte anche di 5 euro. Se questi garage privati siano dotati di tutte le autorizzazioni necessarie, comprese quelle per la sosta oraria, rispettando le prescrizioni di legge, visto che si trovano per lo più ai piani interrati o terranei di fabbricati destinati a civili abitazioni, e se il loro fatturato sia regolarmente dichiarato attraverso il rilascio di regolari ricevute o scontrini fiscali, è auspicabile che sia, laddove non lo fosse già stato, oggetto di attente e puntuali verifiche da parte dagli uffici competenti. Un esame a parte merita la realizzazione che si sta verificando al Vomero in questo scorcio di secolo di parcheggi multipiani per autovetture private, per lo più parcheggi non pertinenziali, quindi non a servizio di specifiche unità immobiliari. In pochi anni una vera e propria nuova colata di cemento, anche in zone rispetto alle quali, dovrebbero esistere precisi vincoli oltre che urbanistici, anche di natura ambientale, si è andata a sommare a quella già esistente, distruggendo in molti casi le poche aree a verde ancora presenti nel quartiere collinare. Sono sorti così, in breve tempo, centinaia di box per auto, venduti a prezzi di gran lunga superiore, oggi, al costo a metro quadrato per le abitazioni civili. Si va da un minimo di 120mila euro per box fino a 160mila euro, e il prezzo va lievitando di giorno in giorno, non risentendo affatto della crisi che affligge di questi tempi, più in generale, il mercato immobiliare. Al punto che, se si decide di acquistare una casa al Vomero, bisogna mettere necessariamente in conto la sistemazione delle autovetture familiari, per non sobbarcarsi poi un onere economico non indifferente per la sosta in uno dei pochi parcheggi privati che si rendessero disponibili. Box privati sono già stati costruiti un poco dappertutto, a macchia di leopardo, come suol dirsi, e senza alcuna programmazione, in via S. Gennaro ad Antignano, come in via Doria, in via Morghen come in via Kagoshima, per citarne alcune realizzazioni, ed altri sono in programmazione. Da una sentenza del TAR, dopo l’intervento della Sovrintendenza, è attualmente bloccata la costruzione di un parcheggio stanziale non residenziale in via Aniello Falcone, ma giungono notizie di altri parcheggi privati, tra i quali appunto, quello in via Caccavello, la cui realizzazione dovrebbe partire a breve. Tutto ciò favorito, a mio avviso, dalla mancanza di una programmazione adeguata in materia di parcheggi e delle necessarie azioni rispetto ad un territorio che, come dimostrano le indagini condotte in più occasioni, è oggetto di un lento ma continuo riassetto del sottosuolo, da porre in relazione con la colata di cemento che si è avuta sulla collina nell’ultimo mezzo secolo, anche per la presenza di cavità, come quella in via Cimarosa, che, qualche anno fa, si manifestò sotto i piedi di un passante per l’improvviso cedimento del manto stradale. Rispetto a tutto ciò, prima che si possa verificare qualche altra tragedia, fatalmente annunciata ed in considerazione dei problemi di inquinamento atmosferico che affliggono il Vomero, sarebbe auspicabile che si procedesse in tempi brevi ad istituire un tavolo di lavoro permanente con tutti i soggetti interessati per valutare modi e forme d’intervento in modo da consentire anche - nel rispetto degli equilibri geologici ed ambientali, oltre che architettonici e paesaggistici, risolvendo, una volta e per tutte, i problemi dei parcheggi, sia residenziali che d’interscambio, attraverso l’intervento pubblico - di affrontare e risolvere gli annosi problemi di viabilità, con la realizzazione di una vasta zona a traffico limitato che interessi gran parte del quartiere collinare della Città.

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di Genaro Capodanno
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