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Vomero, finge di essere stato aggredito da baby gang: 21enne denunciato per calunnie


Vomero, finge di essere stato aggredito da baby gang: 21enne denunciato per calunnie
22/03/2011, 14:03

Un giovane A.I., di 22anni, ha inscenato di aver subito un tentativo di rapina al Vomero ad opera di una baby gang, in Piazza Vanvitelli ed è per questo che è stato denunciato dalla Polizia per il reato di calunnia, per aver incolpato cinque ragazzi minori di rapina aggravata, pur sapendoli innocenti.

L’intervento delle Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura, in via Scarlatti, ed i successivi adempimenti, hanno consentito di chiarire le dinamiche dell’evento.

Il giovane 22enne, nel pomeriggio di ieri, mentre camminava al Vomero in via Scarlatti, insieme alla sorella di 15anni e al fidanzato di quest’ultima avvicinava i poliziotti a cui riferiva di aver subito un tentativo di rapina, da parte di una banda di ragazzi, subito allontanatisi in direzione della Galleria Scarlatti.

La Polizia accertava in realtà che il 22enne era stato avvicinato da un giovane del gruppo avversario, responsabile solo di aver rivolto complimenti alla sorella.

Momenti di tensione si erano vissuti poco dopo la denuncia alla Polizia, quando i tre rincontravano, all’interno della galleria, il gruppo accusato.

A. I., per timore di essere aggredito, sferrava un calcio ad uno dei minori, colpevole dell’apprezzamento.

I poliziotti intervenuti unitamente ad altre pattuglie in servizio di prevenzione e controllo del territorio nell’isola pedonale, del quartiere Vomero, accompagnavano in ufficio i componenti dei due gruppi per chiarire i ruoli e le modalità dell’eventuale aggressione.

Dalle dichiarazioni rese dai giovani, alcune delle quali in netto contrasto con le modalità dell’evento, gli agenti accertavano che non vi era stato alcun tentativo di rapina, motivo per il quale è scattata la denuncia in stato di libertà nei confronti del 22 enne.

I minori, componenti il gruppo accusato, di età compresa tra i 14 ed i 16 anni, sono stati affidati ai rispettivi genitori.

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di Redazione
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