Cronaca / Sanità

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Ipotesi gravi: doppie fatturazioni, falsi ricoveri, truffe

Voragine Sanità, i pm indagano sulle Asl napoletane

Disegni per cancellare il pubblico e far posto al privato?

Voragine Sanità, i pm indagano sulle Asl napoletane
16/12/2010, 12:12

NAPOLI - Associazione per delinquere, truffa e usura. Sono i reati ipotizzati dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dal pm Graziella Arlomede che si stanno occupando non dell'ennesima inchiesta sulla malavita organizzata, ma degli incartamenti delle Asl di Napoli.
Il quadro che emerge è a dir poco imbarazzante. False fatture, doppi pagamenti e spese gonfiate sono tra le cause che hanno portato la sanità locale ad un livello così disastroso, creando il pozzo (senza fondo) di debiti che attanaglia ormai da anni l'Asl Na1, portando sino al blocco delle assunzioni.
Grande aiuto agli inquirenti è arrivato dalle testimonianze di Achille Coppola e Maria Grazia Falciatore, rispettivamente commissario ed ex commisasrio dell'Asl Na1, l'azienda sanitara più grande d'Europa. Le ipotesi sono quelle di aver gonfiato le spese, effettuando false fatturazioni, di aver consentito ad aziende convenzionate di incassare denaro per prestazioni e ricoveri mai effettuati. Tutte pratiche che, necessariamente, vedrebbero coinvolte diverse persone in varie strutture per aggirare i controlli.

I rappresentati della sanità privata, intanto, vogliono (o perlomeno vorrebbero) battere cassa. Pretendono il rimborso di 1,5 miliardi di crediti alla Regione. E pretendono che le promesse fatte vengano mantenute. In questa schiera di creditori si inquadra anche Federfarma, che ha abituato ormai i napoletani alle sue cicliche quanto legittime proteste.
Unica novità, la linea dura adottata dalle strutture private, che sono apparse intransigenti: "Se la Regione non paga, non firmeremo i contratti di accreditamento e potremmo proporre un'azione contro la Regione".
A mandare in aria il tavolo di confronto, l'ennesima proposta palliativo della Regione: pagamenti di tre mensilità, ma soltanto a fine gennaio e per i creditori dell'Asl Na1; a coloro che attendono soldi dalle altre Asl napoletane sarebbe stata saldata soltanto una mensilità.
La proposta della Regione si è infranta contro il prevedibile rifiuto della sanità privata anche perchè, come ha ricordato Sergio Crispino, presidente regionale dell'Aiop, serve denaro per pagare stipendi e tredicesime. "C'è un piano di rientro per i debiti della sanità con un piano strutturale accanto al quale deve esserci un piano finanziario che però noi non conosciamo e, dunque, la Regione deve dirci come intende andare a regime e come pensa di far fronte ai crediti che continuano ad aumentare".
Come se non bastasse, con l'avvicinarsi della fine del mese, ritorna l'ombra del blocco sugli stipendi. Servono infatti più soldi per pagare i dipendenti, tredicesime comprese. La questione è stata risolta solo poche ore fa, con l'ennesima rimessa. Il problema, almeno in teoria, non dovrebbe ripresentarsi, in quanto dal mese prossimo, con l'entrata in vigore della legge sulla impignorabilità degli stipendi, le spettanze dei dipendenti confluiranno in un fondo a parte.

Ma c'è di più. Solo un'indiscrezione, per carità. Una voce di popolo. L'intento, sospettano i dipendenti delle Asl, è di spingere sempre più verso la sanità privata, eliminando i costi di quella pubblica con tranci netti. Solo così si spiegano, commenta qualcuno che resta nell'anonimato, le risposte di numerosi dirigenti che, al fronte della crisi economica, senza pensarci due volte dispongono la chiusura dei reparti.
I pazienti che necessitano di cure particolari, dove andranno? nelle cliniche convenzionate, è chiaro. A patto che, ovviamente, i tagli nel pubblico riescano a fornire liquidi sufficienti non per mantenere un apparato ormai smantellato, ma per supportare il privato che sempre più riesce a ritagliarsi spazio nel pubblico.

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di Nico Falco
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