Cronaca / Giudiziaria

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L’accusa: favorì Cosa Nostra nel reato elettorale

Voto di scambio: per Lombardo chiesta l’aggravante mafiosa


Voto di scambio: per Lombardo chiesta l’aggravante mafiosa
22/06/2012, 11:06

CATANIA - La Procura della Repubblica di Catania ha chiesto al Tribunale monocratico di contestare al governatore siciliano, Raffaele Lombardo, e a suo fratello Angelo, deputato nazionale Mpa, l’aggravante di aver favorito l’associazione mafiosa nel processo in cui i due sono imputati per reato elettorale di voto di scambio. A tale reato si aggiungerebbe così l’aggravante di mafia dell’articolo 7. Sulla contestazione formulata dai Pm, Carmelo Zuccaro e Michelangelo Patanè, deve ora pronunciarsi il giudice monocratico, Michele Fichera.
Nell’avanzare tale ipotesi, i Pm si sono richiamati al verbale del 6 marzo del 2012 del pentito Maurizio Di Gati, ex boss di Agrigento, in cui si parla delle modalità delle richieste di voti. Le dichiarazioni, è questa la tesi della Procura, aggiungono un “novum” secondo cui la richiesta di voto non sarebbe stata selettiva, rivolta “ad personam”, ma conosciuta in tutto il rione. Da qui, secondo i Pm, discende l’applicabilitaà dell’aggravante contestata in aula. Le condizioni di omertà in cui vivevano le persone del quartiere erano tali che nessun rivale politico denunciasse che un altro candidato avesse l’appoggio dell’associazione mafiosa, facendo emergere una sorta di “paura estesa”, che si collega secondo la Procura alla “forza di intimidazione” di Cosa nostra. Nell’udienza di stamattina, cui presenzia Raffaele Lombardo, era previsto l’interrogatorio del geologo Giovanni Barbagallo, arrestato nell’ambito dell'inchiesta “Iblis” con l’accusa di mafia, ma è saltato a causa di un difetto di notifica.

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di AnFo
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