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VULCANO BUONO VISTO DAL NORD


VULCANO BUONO VISTO DAL NORD
06/12/2007, 11:12

Uno dice Nola e si fa travolgere dai luoghi comuni: la terra della camorra, dei miliardi di soldi pubblici investiti nel nulla, degli affari clandestini. Anche io ci sono andata diverse volte per lavoro, e non è mai stato nulla di particolarmente allegro: l'alluvione di Sarno, un bambino ammazzato da un pedofilo e cose così.

Poi uno a Nola arriva nel 2007 e scopre di trovarsi nella seconda capitale della moda italiana dopo Milano. Un paesone schiacciato tra hinterland napoletano e agro sarnese dove trent’anni fa sono nati alcuni dei marchi più noti in fatto di moda tra giovani e meno giovani e dove oggi Romano Prodi va a inaugurare un centro commerciale a forma di Vesuvio disegnato da un architetto del calibro di Renzo Piano. Se Original Marines, Carpisa, Yamamay e Artigli vi dicono qualcosa, sappiate vengono tutti da qui, da questa città alle porte di Napoli e da cinque famiglie imparentate fra loro e un «mercante» pazzo e geniale, Gianni Punzo.
Nel 1976 Gianni Punzo è un commerciante all’ingrosso con un negozio a piazza Mercato, cuore del cuore di Napoli. Gli affari iniziano a non andare più tanto bene e lui ha il colpo di genio che salva la sua vita e quella di molti altri. «Dovevamo andarcene, a Napoli tutto cresceva in verticale, e creava costi - racconta - invece dovevamo portare il mercato fuori città».

Sembra una cosa da nulla detta così, invece fu una rivoluzione. Convince altri dodici commercianti a seguirlo e si installarono a Nola. Chiaramente arrivarono i finanziamenti, viene da chiedergli. Gianni Punzo scoppia a ridere. «Finanziamenti? Un mercante paga con i suoi soldi!» Niente finanziamenti, allora, nè delle banche nè dello stato. I soldi pubblici servirono solo a costruire le strade e le infrastrutture. 

Il resto lo pagano e se lo costruiscono da soli i primi dodici soci, a cui a poco a poco si uniscno in tanti fino a diventare 189. Investono un milione al mese tra il 1980 e il 1986 quando apre il Cis, che sarebbe un centro commerciale, in realtà è una bancarella in versione Terzo Millennio, una struttura autonoma dove si ritrovano i principali commercianti all'ingrosso del napoletano.

Poco tempo dopo l’apertura, il numero dei grossisti all’interno è già raddoppiato e qualcuno sta per spiccare il salto. Original Marines, ad esempio, in quegli anni un’impresa che produceva magliette e pantaloni casual da vendere ai negozi al dettaglio. «Nel 1986 scoprimmo che in Brasile riuscivano a produrre t-shirt che vendevano a un prezzo dodici volte inferiore al nostro. Capimmo qual era la strada da seguire. Produrre all’estero e il resto lasciarlo in Italia», racconta Antonio Di Vincenzo, vicepresidente della Imap-Export la società che detiene il marchio. Oggi hanno negozi in tutto il mondo, un fatturato di 140 milioni di euro e un tasso di crescita media del 10% l’anno. Una crescita esponenziale che si accompagna a quella del Cis. Perché, nel frattempo, accanto al centro nasce l'Interporto, 3 milioni di metri quadrati per portare le merci su una rete ferroviaria interna. Il Cis è ormai una città con un migliaio di imprese e un giro d’affari sui 7 miliardi di euro l’anno.

Problemi con la camorra? Gianni Punzo si è fatto cinquanta giorni di carcere con l’accusa di collusione con il clan Alfieri ma ne è uscito completamente pulito. Accuse infondate. Ma siccome la camorra esiste, hanno 3 agenzie di vigilanza con 93 uomini che si alternano nell’arco di una giornata e a coordinarli hanno messo un ex vicequestore della Dia. In una parola, si autodifendono. Questo è quello che appare e non si può fare altro che crederci visto che nessuno in tanti anni è riuscito a dimostrare il contrario.

E oggi ancora un altro passo avanti. Verrà inaugurato questo nuovo centro chiamato il «Vulcano Buono»: 42 metri di altezza e 600 pilastri di acciaio firmati da Renzo Piano per un edificio tondeggiante (250 milioni di investimenti) che si affaccia su un''agorà (il «cratere») grande come la napoletana piazza Plebiscito. Ospita 140 negozi, il supermercato Auchan, la multisala Warner, un albergo Holiday Inn, i bar e i ristoranti, le sale congressi, le rampe per un parcheggio da 8 mila posti.

Alla faccia dello stato, della camorra e dell'Italia che non va, il Cis e il modello di Nola sono arrivati fino in Cina a costruire delle piccola città-mercato. Alla faccia dei luoghi comuni contro il sud che non lavora.

(fonte: LaStampa.it)

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di Redazione
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