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Web Tv del Comune, la Procura apre un'inchiesta

L'ipotesi di reato è di abuso d'ufficio

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Web Tv del Comune, la Procura apre un'inchiesta
24/01/2011, 14:01

NAPOLI - Fascicolo senza indagati, ipotesi di reato abuso d'ufficio. Sono questi i parametri dell'inchiesta aperta sulla web tv del Comune di Napoli. I carabinieri hanno acquisito la documentazione dell'intera procedura delle assunzioni, che sarà poi esaminata dal sostituto procuratore Giancarlo Novelli, della sezione reati contro la pubblica amministrazione.
L'autorità giudiziaria vuole vederci chiaro, anche dopo le feroci polemiche che hanno accompagnato il progetto.
Prima fra tutte, quella relativa all'annullamento del primo bando, che ha portato alla nomina diretta del giornalista pensionato Rai Giuseppe Mariconda come direttore. Al progetto al momento lavorano i dipendenti comunali che compongono l’ufficio stampa dell’ente e diversi cronisti esterni, per lo più pensionati della Rai e del quotidiano Il Mattino, che prestano la loro opera a titolo gratuito.
L'indagine avviata dalla procura segue le polemiche scatenate dal Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti della Campania e dal Coordinamento Giornalisti Precari della Campania. L'accusa per il Comune di Napoli è di incentivare il lavoro nero e di penalizzare i giovani, preferendo cronisti maturi e pensionati che possono anche permettersi di lavorare gratis.

Il bando venne indetto nel periodo natalizio del 2009, con criteri molto severi. Tre giornalisti hanno partecipato e dimostrato il possesso dei titoli. Il Comune ha però deciso di annullare tutto, affidando l'incarico per nomina diretta. Una decisione che il Consiglio di Stato ha ritenuto infondata, accogliendo il ricorso dei tre giornalisti vincitori della selezione e notificando gli atti al Comune il 16 dicembre scorso. La magistratura amministrativa ha ordinato all'amministrazione comunale di avviare la web tv solo attraverso i vincitori del bando, e di sospendere nel frattempo qualsiasi attività, quando la nomina di Mariconda era già stata formalizzata. A distanza di 35 giorni, sottolineano Angela Mazzocchi e Francesco Bellofatto, due dei tre giornalisti che parteciparono al bando, il Comune partenopeo "sta ancora disobbedendo al Consiglio di Stato".

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di Nico Falco
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