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Con una distribuzione semiclandestina, per ora

"Wiessen macht frei": il film dei negazionisti italiani



'Wiessen macht frei': il film dei negazionisti italiani
06/04/2012, 09:04

Visto che per loro è praticamente impossibile comunicare per le vie ufficiali, i negazionisti italiani hanno deciso di spiegare le loro idee in un film. L'hanno intitolato "WIessen macht frei" (La conoscenza rende liberi), parafrasando il celebre "Arbeit macht frei" (Il lavoro rende liberi) che svettava sul cancello di ingresso di Auschwitz.
Il film si apre con una introduzione dove racconta l'accanimento dei governi contro alcuni negazionisti in Europa, costretti a lasciare il loro lavoro e spesso anche imprigionati, quando non aggrediti e percossi da persone che la legge non cerca neanche di catturare. Poi si passa ad esaminare i tre punti principali su cui si basa la contestazione: le camere a gas, il numero degli ebrei morti, la presenza o la mancanza di ordini emanati allora in proposito. La parte da leone la fanno le interviste ad uno dei negazionisti più famosi, il professore francese Robert Faurisson; ma ci sono altre interviste o letture di interviste fatte ad altri studiosi.
"Wissen macht frei" lo si trova su Internet (linko il film alla notizia, ma non so quanto durerà, perchè alla prima segnalazione Youtube lo toglierà di sicuro) ma pare che si stia preparando un canale di distribuzione per cui chiunque lo voglia lo potrà avere gratuitamente.
Il contenuto è interessante senza dubbio. Molte cose sono da verificare, qualche immagine (soprattutto quelle riferite al "benessere" dei detenuti dei campi di concentramento) lascia qualche dubbio di autenticità, qualche affermazione (ma veramente pochissime) è palesemente fatta per distogliere l'attenzione dai fatti veri. Ma il complesso resta da vedere.
Perchè il problema resta questo: perchè viene impedita qualsiasi discussione? Non è un segreto che molte delle cose che si studiano in storia sono false o sono state studiate in maniera distorta per moltissimi anni. Per fare un esempio banalissimo, oggi viene messa pesantemente in dubbio la riunificazione effettuata tra il 1860 e il 1861 ad opera di Garibaldi; e si è scoperto che non si tratta di un eroe, ma di un macellaio che attraversò il sud Italia con i suoi 40 mila mercenari, con la stessa voracità di un branco di locuste. Dove sono passati i garibaldini hanno lasciato dietro di sè solo cadaveri, donne e ragazzine stuprate, rovine. Ma si discute tra coloro che sostengono questa tesi e coloro che sostengono la tesi classica che vuole i garibaldini arrivare in 1000 a Marsala, praticamente disarmati, e conquistare il sud Italia perchè i contadini volevano essere liberati dai Borboni.
Allora perchè non si può discutere anche di questo? I negazionisti in fondo sostengono una tesi semplice: le persecuzioni contro gli ebrei ci furono, i campi di concentramento e di lavoro anche, ma non ci furono i campi di sterminio. E le cifre sulle morti di ebrei sono state volutamente esagerate. A questo punto che c'è di male nel discuterne, come si fa per qualsiasi argomento storico? Se ci sono documenti precisi, sia in un senso che in un altro, ci si confronti. Ad un certo punto si parla di una delle principali fonti di accuse contro lo sterminio dei campi di concentramento: la confessione di Rudolf Hoss, comandante di uno dei campi di sterminio, resa al Tribunale di Norimberga. Faurisson dice che la confessione era una lunga serie di sì. Il Tribunale o il Procuratore dicevano: "Lei ha detto questo? Lei ha fatto quest'altro?"; e Hoss diceva di sì. E' vero, non è vero? Basta andare a vedere i verbali di allora e controllare. Ed è chiaro che se Faurisson dice la verità, la confessione non vale nulla. E' solo un esempio, ma questo vale per tutti i dettagli. Insomma, si tratta di discuterne. O c'è qualcosa da nascondere?

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di Antonio Rispoli
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