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Timori anche per la censura politica contenuta nel decreto

Wikileaks: Usa preoccupati, decreto Romani censura Internet


Wikileaks: Usa preoccupati, decreto Romani censura Internet
14/12/2010, 09:12

ROMA - In questi giorni in cui gli italiani sono bloccati su ciò che avviene in Parlamento, ma Wikileaks continua a sfornare documenti diplomatici statunitensi. Ed alcuni di questi documenti riguardano gli italiani, come per esempio un gruppo di cablogrammi, scritti dall'ambasciatore Usa David Thorne. Che hanno come argomento principale il cosiddetto decreto Romani, cioè quel provvedimento che prevedeva di caricare sui provider e sui siti come Youtube o Facebook la responsabilità delle discussioni fatte dagli utenti. In questa maniera, è la preoccupazione dell'ambasciatore, si prefigurano le basi per una censura di Internet, fatta dall'Agcom a suon di multe da 150 mila euro. E l'Agcom, sottolinea Thorne, pur essendo formalmente indipendente, non è in grado di resistere ai desiderata di Berlusconi. Quindi il governo avrebbe nelle mani l'interruttore per spegnere Internet, con questo provvedimento.
Il decreto inoltre penalizzava anche Sky e dava "vantaggi commerciali a Mediaset, la televisione del primo ministro, rispetto a Sky, uno dei suoi principali competitori". Chiaramente la penalizzazione di Sky e la censura di Internet, dà a Berlusconi il potere di condizionare la comunicazione politica nazionale e quindi le elezioni. E questo crea una forte preoccupazione di tipo mediatico: se in Occidente c'è un Paese che applica queste misure, come si potrà più contestare la Cina quando fa lo stesso? Pechino potrebbe sempre rispondere agli americani: "Ma tra i vostri alleati c'è chi fa lo stesso di cui ci accusate e voi non dite nulla"

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di Antonio Rispoli
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