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In Italia 240mila persone sono vittime di “cerchi diabolici”

Yara, ritorna l’ipotesi del rituale satanico


Yara, ritorna l’ipotesi del rituale satanico
12/03/2011, 12:03

Continuano le indagini su Yara Gambirasio ed emergono nuovi elementi confermati dagli inquirenti. L’attenzione adesso è puntata sui segni ritrovati sul corpo della ragazzina, in relazione ai quali sembrerebbe farsi strada nuovamente l’ombra del rituale satanico. Tra scoop giornalistici veri e presunti ecco l’ennesima incertezza, rilasciata naturalmente sempre dalla Procura: “Nemmeno la pista rituale, delle sette, si può escludere, anche se i tagli sono di difficile interpretazione”. C’è infatti chi parla di una ferita a forma di X sulla schiena della vittima, al centro due tagli longitudinali. Ma gli investigatori tendono a metterla in secondo piano: si tratterebbe di un doppio fendente che ha lasciato la forma di V. casualità più che la firma di un maniaco con la passione per le incisioni runiche. Che si tratti di una X o di una V, sta di fatto il misterioso segno tracciato sulla schiena di Yara Gambirasio, ritenuto un possibile segno esoterico lasciato dall’assassino della ragazza e il caso del cadavere mutilato di donna ritrovato l’8 marzo in via di Porta Medaglia a Roma, tira in ballo, tra le ipotesi, quella di un omicidio rituale, riportando alla ribalta delle cronache il fenomeno delle sette religiose e sataniche. Tra medium e santoni, in Italia l’universo delle sette è in continua crescita: un mondo nascosto che si diffonde proprio perchè sottovalutato e del quale, secondo gli ultimi dati disponibili, sono vittime almeno 240mila italiani. Dietro pratiche suggestive, a volte apparentemente innocue, si cela una rete di interessi anche economici, che ha come fine quello di manipolare e assoggettare le persone. Le vittime delle sette che sono riuscite a scappare dai cosiddetti “cerchi diabolici” molto spesso sono impossibilitate a ritornare a vivere nel loro contesto originario. Gli ultimi dati, relativi a dicembre 2010, del numero verde del Servizio AntiSette della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, fotografano infatti una realtà che da Nord a Sud della Penisola riesce ad arruolare adepti con diverse strategie.

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di AnFo
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