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ZOO DI NAPOLI: GLI ANIMALI STANNO BENE!


ZOO DI NAPOLI: GLI ANIMALI STANNO BENE!
25/07/2008, 15:07

 

In seguito all’uscita di alcuni articoli su “Il Corriere del Mezzogiorno” a proposito di una presunta situazione di degrado e mancanza di trasparenza da parte dello Zoo di Napoli, questa mattina si è svolta una riunione all’interno dello zoo stesso, alla presenza del dott. Cesare Falchero presidente della Società Park & Leisure, il prof. Roberto Lorizio dell’Università di Napoli Federico II, la dott.ssa Gloria Svampa zoologa e consulente scientifico per il progetto di rinnovamento del giardino zoologico e l’Assessore all’Agricoltura, Parchi ed Aree protette, Forestazione, Protezione civile della Provincia Francesco Emilio Borrelli.
 
“Possiamo affermare – ha detto il prof. Lorizio – che tutti gli animali versano in buono stato di salute, nonostante lo zoo sia abitato da soggetti con un’età media molto alta. Da quando, nel 2004, la struttura ha cambiato proprietà le condizioni generali sono decisamente migliorate, nonostante le tante difficoltà che abbiamo incontrato a causa della totale assenza di un archivio di dati sugli animali presenti. A titolo di esempio posso ricordare che, prima del nostro intervento il leone Simba era dato per spacciato, mentre lo vediamo oggi in buone condizioni.
Siamo anche riusciti a creare un archivio che consenta il costante monitoraggio delle patologie e che assicura anche la trasparenza da parte dello zoo sul quadro clinico di ogni animale. In questi ultimi anni, quando si sono verificati decessi – come per l’ultimo avvenuto alla giraffa Bakalù, abbiamo sempre seguito tutte le procedure previste dalla legge e inviato la relativa comunicazione alle autorità competenti, mentre noi stessi della Facoltà universitaria provvedevamo puntualmente ad effettuare le relative autopsie a fini di indagine e ricerca. La nostra attività è assolutamente trasparente non c’è assolutamente nulla da nascondere e siamo sempre disponibili a fornire risposte a tutte le domande che riguardano la situazione clinica di chi popola questa struttura, proprio come abbiamo fatto per la giraffa Bakalù”.
 
“L’obiettivo del giardino zoologico – ha precisato la dott.ssa Svampa – è quello di arrivare ad una completa ristrutturazione che possa ulteriormente migliorare l’accoglienza degli animali e, al tempo stesso, incrementare l’attività didattica a servizio del pubblico e della comunità scientifica. Nei primi anni della sua storia lo zoo di Napoli faceva parte del circuito dei migliori zoo internazionali e vogliamo fare in modo che torni a farne parte. Oltre alla schedatura delle patologie, stiamo completando il censimento dei soggetti allo scopo di inserire quelli appartenenti a specie minacciate in programmi internazionali di conservazione. Molti dati sono però difficili da reperire a causa come detto dell’assenza di un archivio storico della struttura”.
 
A proposito del progetto di ristrutturazione il dott. Falchero ha aggiunto: “Abbiamo le idee molto chiare su dove e come intervenire per fare in modo che tutti gli animali possano vivere ancora meglio rispetto a quanto non facciano oggi. La struttura deve essere rinnovata sia per il bene degli animali che per un migliore servizio al pubblico. Il nostro piano prevede anche la realizzazione di uno spazio adeguato a organizzare i servizi – come ad es. il ricovero e la cucina – e consentire l’attività di ricerca scientifica, come la possibilità di offrire anche un primo pronto soccorso anche agli animali che non popolano lo zoo ma vivono nell’area”.
 
“Non posso che confermare – ha concluso Borrelli – ciò che hanno dichiarato le persone che si occupano dell’assistenza sanitaria all’interno dello zoo di Napoli. La situazione complessiva, nonostante l’età avanzata di molti animali, è buona e sicuramente quella migliore possibile. Ricordo molto bene lo stato del giardino zoologico nel 2004, quando versava in condizioni di grave degrado. Con i lavori di ristrutturazione che spero possano partire il prima possibile, lo zoo potrà anche risolvere le difficoltà legate all’utilizzo di un impianto molto vecchio”.
 
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di Giancarlo Borriello
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