Cronaca / Nera

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Traffici e scommesse che fanno gola anche alle Mafie

Zoomafie: uno stupro alla Natura da 3 miliardi annui


Zoomafie: uno stupro alla Natura da 3 miliardi annui
22/06/2009, 20:06

Si è tenuto oggi un convegno al Senato per il decennale della fondazione dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della Lav, una struttura non governativa finalizzata all’analisi dello sfruttamento criminale degli animali. Le attività della fondazione, nel corso degli anni, hanno permesso di appurare che le logiche criminali hanno col tempo diversificato sistemi ed investimenti, senza però mai rinunciare agli enormi introiti legati agli animali, dalla vendita di esemplari rari alla pesca ed all’allevamento clandestini. Il contenuto della X edizione del Rapporto Zoomafia della Lav fornisce un panorama chiaro delle attività illecite legate al mondo animale.

L’ippica clandestina
Le organizzazioni criminali, da sempre attente al gioco d’azzardo, non potevano lasciarsi scappare il boccone ghiotto rappresentato dal settore dell’ippica. Le corse clandestine di cavalli e le infiltrazioni criminali nel legale, si stima, fruttano un giro d’affari quantificabile in circa un miliardo di euro. Nel 2008 è raddoppiato il numero delle corse clandestine bloccate, rispetto all’anno precedente, salendo a 16 da 8. Nell’ambito dei controlli sono state denunciate 296 persone e sequestrati 147 cavalli, rispetto ai 261 denunciati ed ai 114 cavalli sequestrati del 2007; sotto chiave anche un maneggio, 23 stalle e oltre 1000 confezioni di farmaci e sostanze vietate. Esaminando i dati degli ultimi anni, si ha un’idea ancora più chiara del business nato intorno alle scommesse. Nell’arco di 11 anni, dal 1998 al 2008, sono state denunciate 2678 persone, sequestrati 851 cavalli e bloccate 75 corse clandestine, nelle quali i cavalli sono costretti a correre su percorsi improvvisati, spesso drogati. Le inchieste hanno però evidenziato che il doping per i cavalli non è un fenomeno circoscritto alle corse clandestine: operazioni di polizia hanno dimostrato che anche sul mondo dell’ippica legale c’è la longa manus delle organizzazioni criminali.

Il traffico dei cuccioli
Altro aspetto preoccupante, il traffico di cuccioli importati illegalmente dai Paesi dell’Est. Ogni anno, si stima, in Italia arrivano circa 500mila cuccioli. Gli animali, spesso accompagnati da documentazione falsa, vengono poi rivenduti sul territorio nazionale (anche nei negozi), con riverberi fiscali illeciti non di poco conto. Cascate di denaro arrivano anche dai cosiddetti “canili lager” e dalla gestione del business dei randagi, con traffici che garantiscono agli sfruttatori introiti stimati intorno ai 500 milioni di euro l’anno. Appare in crescita il traffico illecito di fauna esotica protetta, che interessa circa un terzo di quello legale, con un business di mezzo miliardo di euro: avorio, pappagalli, falchi, camaleonti, tartarughe, persino un leone, ma anche conchiglie, coralli, caviale, zampe di elefante, coccodrilli imbalsamati e prodotti in pelle di animali protetti, come leopardi, lupi, varani, e lontre. Dalla vendita di animali imbalsamati e fauna per l’alimentazione umana spostano circa 5 milioni di euro ogni anno.

Il fenomeno della cosiddetta “Cupola del bestiame” (truffe ai danni dell’Erario, dell’Ue e dello Stato, traffico illegale di medicinali, furto di animali di allevamento, falsificazione di documenti sanitari, fino a diffusione di malattie infettive attraverso la commercializzazione di carni e derivati provenienti da animali malati) frutta invece almeno 400 milioni di euro, con la complicità di venditori ed allevatori disonesti e veterinari collusi.

Desta preoccupazione anche il fenomeno dell’abigeato, il furto di animali di allevamento (circa 200mila animali sono ‘spariti’ in due anni). Altro settore molto redditizio per le organizzazioni criminali è quello delle sofisticazioni alimentari.

Combattimenti tra i cani
Sempre legata alle scommesse, e sempre in grado di muovere enormi quantità di denaro, la cinomachia, ovvero i combattimenti tra cani. Un fenomeno che negli ultimi anni era stato ridimensionato da controlli e sequestri, ma che sembra riconquistare terreno. Nel 2008 sono state arrestate 3 persone per organizzazione di combattimenti clandestini e 6 cani sono stati sequestrati. Il ritrovamento, sempre più frequente, di cani morti porta a ritenere che il fenomeno sia nuovamente in aumento, dopo la riduzione avutasi con l’inasprimento delle pene per questo genere di maltrattamenti.

I business sul mare
Dall’acqua emergono, per le organizzazioni criminali, circa 300 milioni di euro ogni anno. Arrivano sotto forma di traffico di datteri di mare e ricci, destinati al mercato clandestino di ristoratori compiacienti, e dalle cosiddette ‘spadare’. Un affare molto fruttuoso, sul quale non si esclude, come confermano recenti immagini della Dia, la partecipazione della criminalità organizzata.

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di Nico Falco
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