Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Ztl, serrata dei commercianti:negozi chiusi e tensione alle stelle

Botti e petardi dinanzi Palazzo San Giacomo

.

Ztl, serrata dei commercianti:negozi chiusi e tensione alle stelle
10/04/2013, 13:24

NAPOLI –In piazza Municipio lo sfogo maggiore della protesta: momenti di tensione e di criticità, simbolo di una vera rivoluzione, che non è quella arancione del sindaco de Magistris.  La rivoluzione dei commercianti ha il sapore di un nero di rabbia. Si legge la disperazione della società civile sui volti dei manifestanti. Un’immagine triste per la città di Napoli, ma che allo stesso tempo non desta stupore. C’era da aspettarselo. Prima o poi si sarebbe arrivati alla protesta, al corteo, alla manifestazione, insomma allo sfogo dopo quanto i commercianti partenopei hanno subito e stanno subendo. Danni alle attività derivanti dalla ztl, intensificati dai piani di viabilità straordinari per i grandi eventi, fortemente voluti dal sindaco de Magistris. E mentre il lungomare liberato si prepara ad accogliere le regate di Coppa America, il resto della città piange lacrime amare. Attività che chiudono, cittadini imbottigliati nel traffico, palazzi che crollano. Il malcontento sfocia in una vera e è propria rivoluzione civile. E’ alta l’adesione alla serrata sin dalle prime ore del mattino, quando si riuniscono commercianti in piazza Carità. I primi cartelli che arrivano sono tutti contro la Ztl e il sindaco de Magistris. Nonostante i tentativi di dissuasione del primo cittadino, che nei giorni scorsi ha invitato i commercianti a non partecipare alla manifestazione, le voci di protesta sono numerose. I commercianti in piazza simboleggiano le attività produttive che vanno da piazza Dante a via Toledo, dai Quartieri Spagnoli alla Pignasecca. Negozi chiusi anche sul centralissimo Corso Umberto. Il cuore della protesta arriva dinanzi ai palazzi della politica comunale. E’ qui che si concentra la rabbia, sperando che l’eco acuto della protesta arrivi sino alla stanza del primo cittadino. E’ la sintesi del malcontento per la chiusura delle attività, per le scarse vendite, per le tasse da pagare e per un’amministrazione lontana dai reali problemi della città. Il corteo si sposta quindi sul lungomare per percorrere via Caracciolo. Si lascia piazza Municipio, con la speranza che il sindaco de Magistris si accorga finalmente di aver messo in ginocchio i cittadini, gli imprenditori, i professionisti, i commercianti di questa città. Chissà se il sindaco dalla stanza dei bottoni di Palazzo San Giacomo ha udito il botto dei petardi, simbolo di una città esasperata. 

Commenta Stampa
di Emmeggì Riproduzione riservata ©