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2° FESTIVAL MUSICA CAMERA


2° FESTIVAL MUSICA CAMERA
11/06/2008, 15:06

Doppio appuntamento per il fine settimana a Palazzo Carafa di Maddaloni con il del2° Festival di Musica da Camera promosso dall’Assessore ai Beni Culturali della Provincia di Napoli, Antonella Basilico, e organizzato dal Centro Italiano di Musica da Camera con l’Associazione Mario Pilati.

Venerdì 13 giugno, ore 21, “All’angolo”, piece teatrale per la regia di Fabio Acca, con Vanda Monaco Westerstahl, Raffaele Catello, Giuseppe Esposito Migliaccio, Giuseppe Buonaguro e la musica live del pianista Dario Candela. Lo spettacolo concluderà Happening 13, rassegna collaterale del Festival che il giorno 13 di ogni mese ha ospitato eventi lontani dalla tradizionale musica da camera.
Le stanze di Palazzo Carafa di Maddaloni si trasformeranno in un ring lussuoso e perverso, dove i corpi messi all'angolo saranno esplicita tensione verso la fine dopo gli eccessi della lotta. I corpi dei quattro performers supereranno i confini del quotidiano, brandelli di memorie si intrecceranno a concreti oggetti organici e non-organici sottoposti ad insolite manipolazioni.
Sabato 14 poi, ore 19, sempre a Palazzo Carafa di Maddaloni, lo scrittore e storico Sandro Cappelletto darà voce all’opera di Olivier Messiaen “Quatour puor la fin du Temps”. Il concerto è un omaggio che il Festival ha voluto offrire al compositore francese nel centenario della sua nascita e sul palco con Cappelletto, revisore dei testi e voce recitante, ci sarà il Circolo Artistico Ensemble con Dario Candela pianoforte, Luca Iovine clarinetto, Giuseppe Carotenuto violino e Manuela Albano violoncello.
Rinchiuso nel lager nazista di Goerlitz durante l’inverno 1940-41, assieme ad altri prigionieri di guerra ed internati, privato di tutto, Olivier Messiaen compose una delle pagine più toccanti e felici dell’intera sua opera. Mentre viveva la sua apocalisse, e con lui milioni di altri uomini sopraffatti da furore politico e razziale, il compositore francese si affida alla musica e il Quartetto per la fine del tempo esprime la forza della sua speranza, più tenace di ogni disperazione rimanendo testimonianza e memoria inscalfibile della volontà dell’uomo ad immaginare un mondo di pace.
Spesso si è rimproverato all’opera di Messiaen la sua troppa calma e il carattere spoglio dimenticando, come lo stesso compositore ricordava, che “l’Apocalisse non contiene soltanto mostri e cataclismi: vi si trovano anche silenzi di adorazione e meravigliose visioni di pace”. 

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di Redazione
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