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Critiche anche per Goebbels che cita Antonioni

A Berlino polemiche sulla rivisitazione di "Suss l'ebreo"


A Berlino polemiche sulla rivisitazione di 'Suss l'ebreo'
19/02/2010, 11:02

BERLINO - "Suss l'ebreo - ascesa e caduta" sta scatenando un vero vespaio alla Mostra del cinema di Berlino, le cui conseguenze si stanno abbattendo sul regista Oskar Roehler. Il film è un "dietro le quinte" di uno dei più noti film nazisti, appunto "Suss l'ebreo". E' un film, voluto da Hitler e realizzato sotto la guida di Goebbels, Ministro della Propaganda del Reich, nel 1939 nella quale viene rappresentato questo Suss, un usuraio ebreo, che viene rappresentato come la "summa" di tutti mali: usuraio, violento, stupratore, ed altro. Ad interpretare quel film, nel ruolo di Suss, fu chiamato Ferdinand Marian, un attore molto popolare allora. Ma Marian all'inizio rifiutò, tanto che Goebbels dovette ricattarlo. Una cosa molto facile: la moglie era ebrea e lui stava aiutando un ebreo a nascondersi dalle SS. Il film fu un grande successo in Germania, e Marian ebbe poi molti altri ruoli simili in altri film. Ma nel frattempo la moglie era finita in campo di concentramento e lui diventò un alcolizzato, fino all'incidente mortale d'auto - su cui ci sono molti dubbi - nel dopoguerra.
Il film di oggi ripercorre tutto quello che ci fu dietro il film del 1939, e sta creando molte polemiche perchè c'è chi sostiene che si tratta di una visione troppo nazista. Un altro punto dolente è il pezzo in cui Goebbels legge un pezzo di critica cinematografica tratto da un articolo del Corriere padano e firmato dall'allora 28enne Giancarlo Antonioni.
Ma Roehler rigetta le critiche: "Non c'è nessuna intenzione di criticare o di offendere la memoria di Michelangelo Antonioni, citando la critica positiva a Suss l'ebreo che scrisse alla Mostra di Venezia del 1940. L'abbiamo trovata su un vecchio giornale italiano e l'abbiamo inserita per dimostrare l'abilità estetica e manipolatrice con cui il regista aveva realizzato il film, tanto da impressionare un giovane critico, sicuramente lontano dalla cultura nazista, che sarebbe diventato un maestro del cinema. Oltre all'estetica Antonioni apprezzò l'interpretazione di Ferdinand Marian, che non era un uomo molto intelligente, ma aveva grande presenza cinematografica, era una star".

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di Antonio Rispoli
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