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A BOGLIASCO (GE): ESPOSTE LE OPERE DI RAIMONDO SIROTTI


A BOGLIASCO (GE): ESPOSTE LE OPERE DI RAIMONDO SIROTTI
13/10/2008, 16:10

Una mostra antologica raccoglie quaranta opere circa, tutte comprese tra il 1958 e il 2008, che l'artista Raimondo Sirotti (Bogliasco, Genova, 1934) dedica al paesaggio, nella sua declinazione più intima, quella del giardino. Una lunga attività artistica iniziata nel 1955, costellata sin dall'inizio da numerosi riconoscimenti e successi e accompagnata da un'intensa attività didattica, alla quale Sirotti dedica anche un libro di educazione artistica per la scuola media, pubblicato nel 1967, Arte e natura. Fondamentale, per la sua ricerca artistica, il soggiorno in Inghilterra, sulle tracce di pittori quali Gainsborough, Constable, Turner, e il loro amore per la luce e il paesaggio, ma anche di Sutherland e Francis Bacon, che influenzeranno la sua pittura in direzione espressionista negli anni settanta. Ma è il paesaggio a dominare la sua pittura, in una sorta di naturalismo informale che fa del quadro uno spazio vibrante di luci, un luogo abitato dalla luminosità dei colori, ma anche dalle figure che interrompono e spezzano il fluire ininterrotto delle sensazioni e si pongono come collegamento tra il naturale e l'umano. La poetica di Sirotti è intimamente legata alla Liguria, terra dai paesaggi aspri e inaspettatamente dolci, e i suoi quadri raccontano proprio la fluidità luminosa del colore nella quale però l'artista incide il gesto e il segno di una natura non immobile ma viva, mossa, resa con colori accesi. Con il tema del giardino, Sirotti affronta un rapporto nuovo con l'immagine naturale: il tentativo di entrare in stretta sintonia con il miracolo della bellezza e della vita racchiuse nella vegetazione e che, nell'essere trasferite sulla tela, non vengono stravolte ma piuttosto interiorizzate attraverso il colore, il gioco di vuoti e trasparenze. Interiorizzare è dunque la capacità di saper vedere il segreto nascosto nelle cose, saper cogliere quell'attimo in cui esse si rivelano e saper poi dar loro voce ed emozione attraverso il colore. Dipingere è guardare e vivere la luce, raccogliere in un tutto unico la pluralità dei fenomeni, creare uno spazio in cui la luce possa filtrare, e con la luce, il senso più vero delle cose.
 

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di Redazione
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